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10 IMPEGNI PRESI CON GLI ITALIANI:

1. Taglio del numero dei parlamentari.
Manca un solo voto per completare la riforma, per noi deve essere un obiettivo di questa legislatura e deve essere tra le priorità del calendario in Aula.

Non la daremo vinta a chi vuole tenersi stretti 345 parlamentari in più.

2. Una manovra equa: stop all’aumento Iva, salario minimo, taglio del cuneo fiscale, sburocratizzazione, famiglie, disabilità e emergenza abitativa.
Gli italiani rischiano di pagare 600 euro a famiglia in più nel 2020 e questo va impedito assolutamente. Avevamo promesso di abbassare le tasse per le imprese che assumono e va fatto. Ci sono ancora centinaia di norme fiscali inutili che hanno prodotto centinaia di tasse occulte per le imprese. Va dichiarato illegale qualsiasi stipendio da 2 o 3 euro all’ora. Misure per il sostegno alle nascite e alla disabilità.

3. Cambio di paradigma sull’Ambiente. Un’Italia 100% rinnovabile.
Dobbiamo realizzare un Green New Deal che nei prossimi decenni porti l’Italia verso l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia al 100 per cento. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la tutela dell’ambiente, la questione dei cambiamenti climatici e la nascita di nuove imprese legate a questo settore. Basta con inceneritori e trivelle, SI all’economia circolare e alla eco-innovazione. Norme contro l’obsolescenza programmata.

Una legge su rifiuti zero ed investimenti pubblici sulla mobilità sostenibile.

4. Una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai
L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi. Serve una riforma della Rai ispirata al modello BBC inglese: se i cittadini pagano il canone hanno diritto a una tv di qualità.

5. Dimezzare i tempi della giustizia e riformare il metodo di elezione del Consiglio superiore della Magistratura.
I cittadini e le imprese hanno bisogno di una giustizia efficace e veloce: noi abbiamo pronta una riforma che porta al massimo a 4 anni i tempi per una sentenza definitiva.

6. Autonomia differenziata e riforma degli enti locali. 
Va completato il processo di autonomia differenziata richiesta dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, istituendo contemporaneamente i livelli essenziali di prestazione per tutte le altre regioni per garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli di qualità dei servizi.

Va anche avviato un serio piano di riorganizzazione degli enti locali abolendo gli enti inutili.

7. Legalità: carcere ai grandi evasori, lotta alle mafie e ai traffici illeciti.
L’evasione fiscale oggi costa agli italiani decine di miliardi di euro.

È necessario intervenire per tutelare i cittadini onesti, colpendo innanzitutto i grandi evasori con il carcere. Serve una maggiore tracciabilità dei flussi finanziari e un inasprimento delle pene per i reati finanziari, per contrastare i traffici illeciti delle mafie.
Contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, con politiche mirate dell’Unione Europea nei Paesi di provenienza e transito. Oltre alla modifica del Regolamento di Dublino.

8. Un piano straordinario di investimenti per il sud.
Va lanciato un piano straordinario di investimenti per il sud, anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese.

9. Una riforma del sistema bancario.
Serve separare le banche di investimenti da banche commerciali.

Se metto in banca i miei soldi voglio sapere se vengono investiti in economia reale o se qualcuno ci gioca in borsa.

10. Tutela dei beni comuni.
La scuola pubblica è un bene comune: serve prima di ogni altra cosa una legge contro le classi pollaio e valorizzare la funzione dei docenti.

L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito la legge sull’acqua pubblica.

La nostra sanità va difesa dalle dinamiche di partito spezzando il legame tra politica regionale e sanità valorizzando il merito.

Le nostre infrastrutture sono beni pubblici pagati dai cittadini ed appartengono ai cittadini ed è per questo che va avviata la revisione delle concessioni autostradali.

La cittadinanza digitale va riconosciuta ad ogni cittadino italiano dalla nascita per favorire l’accesso alla partecipazione democratica, all’informazione e per favorire la trasformazione tecnologica.

Zoccano: “Con crisi governo a rischio aumento pensioni invalidità”

IL SOTTOSEGRETARIO 5S: “SALVINI SPIEGHI IL PERCHÉ A CHI PERCEPISCE 285 EURO AL MESE”

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La fine del governo pone a rischio l’aumento delle pensioni di invalidità, aumento sul quale c’è già un ragionamento avanzato con Inps, il presidente del Consiglio, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali per un piano quadriennale”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla Famiglia e alla disabilità, in quota 5 Stelle.


Quella “sull’aumento delle pensioni di invalidità è un’importante misura destinata alle persone con disabilità”, sottolinea Zoccano, che spiega come “con il ministro del Lavoro Di Maio abbiamo lavorato alla proposta di aumento delle pensioni di invalidità civile, uno dei tanti temi di interesse per milioni di persone con disabilità che non arrivano a fine mese”. “La fine del governo voluta da Salvini blocca anche questa importante riforma. Ora si dica a chi percepisce 285 euro al mese il perché si vuole impedire di aumentare quelle pensioni”, avverte Zoccano.

“Da esponente tecnico di questo governo, prendo atto che ancora una volta le politiche per la disabilità sono messe a rischio da una crisi di governo che poteva benissimo essere evitata”, osserva il sottosegretario con delega alla Famiglia e alla disabilità, sottolineando che “tutte le norme in cantiere a favore della disabilità, norme ‘trasversali’ che dovrebbero avere già incontrato l’approvazione, sono in questo momento bloccate“.

L’elenco dei provvedimenti che, se cadrà il governo, “chissà quando verranno calendarizzati o approvati”, aggiunge Zoccano, è lungo, a partire dalla norma sui caregivers familiari. “Sono oltre 600.000 persone -spiega il sottosegretario- che ogni giorno si prendono cura di un familiare gravemente disabile. Non si tratta di ‘volontari’, ma di persone che hanno scelto di dedicare la loro vita ad assistere qualcuno che amano e che per questo si vedono privati di molte possibilità e a volte anche di diritti”. La norma citata da Zoccano, non vedente, già presidente del Forum italiano sulla disabilità e componente della direzione nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, prevede il riconoscimento legale e politico della persona che si prende cura in modo non professionale dei disabili.

E’ prevista, ad esempio, la copertura a carico dello Stato dei contributi figurativi riferiti al periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto dal caregiver, equiparati a quelli da lavoro domestico e che vanno a sommarsi ai contributi da lavoro eventualmente già versati. “Il provvedimento è però fermo in commissione e questo blocco rischia di far perdere i fondi già stanziati”, dice Zoccano, che spiega infatti di essere riuscito a “mettere al sicuro le risorse, circa 25 mln l’anno per due annualità, a disposizione della presidenza del Consiglio”. “Sono soldi ‘blindati’ in senso tecnico per due anni – precisa – dopodiché vanno in economia. Ma, poiché il fondo per il 2018 ad oggi è inutilizzato e non è stato speso, rischiamo di perderli se entro il prossimo anno la legge non c’è”.

Accanto a questo, molte altre cose in cantiere si bloccano, rimarca il sottosegretario. “La riqualificazione professionale dei ciechi e degli ipovedenti prevista dalla legge 113 -elenca Zoccano- rimane nel limbo, così come il Codice per la disabilità che armonizza e riordinare, anche innovandole, le disposizioni dell’ordinamento vigente”. “Qui, spiace dirlo, ma è stato fatto un errore da parte dell’allora ministro alle disabilità, Lorenzo Fontana, che ha voluto un testo che poi è stato bocciato dalla Ragioneria dello Stato a marzo. Io ne avevo presentato, invece, uno più semplice e che non intaccava il bilancio. Ora la crisi e il probabile ritorno al voto non ci consentiranno di presentare un nuovo testo che dia risposte alle persone con disabilità”, conclude Zoccano.
https://www.adnkronos.com

ECHI REGIONALI DELLA CRISI POLITICA NAZIONALE: M5S FVG: “MOVIMENTO AL GOVERNO HA PORTATO RISULTATI PER LA REGIONE”

“Gli effetti della crisi di Governo voluta dalla Lega rischiano di farsi sentire anche in Friuli Venezia Giulia, terra già martoriata e calpestata da interessi economici e infrastrutturali di ogni genere: la presenza del M5S nella compagine governativa ha portato risultati tangibili per la nostra Regione. Per questo sentire il presidente Fedriga esultare e inneggiare a nuove elezioni appare a dir poco fuori luogo”. È il commento del Gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale alle ripetute dichiarazioni del governatore Fvg dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte.

“I motivi che hanno indotto Salvini a interrompere l’azione di Governo e aprire la crisi rimangono incomprensibili, considerate le tante azioni ancora da portare avanti, anche per la nostra regione – affermano i consiglieri Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella, Cristian Sergo e Andrea Ussai -. Ci dicano le reali motivazioni perché se la spinta è arrivata soltanto da meri calcoli elettorali sarebbe una dimostrazione di scarsa serietà e affidabilità da parte della Lega e dei suoi esponenti”.

Nel ringraziare per il lavoro svolto il sottosegretario Vincenzo Zoccano e i portavoce Stefano Patuanelli, Sabrina De Carlo e Luca Sut, i consiglieri M5S non nascondono una certa preoccupazione per il futuro del Friuli Venezia Giulia. “Il presidente ci dica dove vuole portare la Regione: da una parte il MoVimento viene accusato di essere partito del ‘no’, dall’altra però gli unici risultati di questa amministrazione sono stati portati a casa grazie al Governo, dal patto Tria-Fedriga alla gestione post alluvione, dalla newco in house per la concessione autostradale alle risorse per i cantieri nei Comuni, per citare alcuni esempi”.

“Da parte nostra non c’è paura di nulla, tantomeno del giudizio del popolo. Per quanto ci riguarda, abbiamo sempre lavorato nell’interesse della comunità, indipentemente dalle percentuali che ci vengono attribuite e dalle diverse maggioranze a livello nazionale e regionale, attraverso un’opposizione responsabile: aggettivo che la Lega ha dimostrato di non conoscere – proseguono gli esponenti pentastellati -. Facile basarsi sull’alto consenso nei sondaggi per battere i pugni e avocare a sé pieni poteri, facendo la voce grossa dalle spiagge”.

“Non temiamo neppure la Lega, con la quale a livello nazionale abbiamo governato insieme ritenendoli affidabili di fronte a un impegno scritto con un garante come Giuseppe Conte. – conclude il Gruppo consiliare -. Ma dopo la loro pugnalata alle spalle nei confronti degli elettori, la smettano con dichiarazioni farneticanti e proclami triti e ritriti e accettino le decisioni che prenderà il Capo dello Stato. D’altro canto, sono stati proprio loro a condurci in questa situazione”. FRIULISERA.IT

NAPOLI, IL CANE GUIDA DI UN’IPOVEDENTE NON PUÒ ENTRARE: 883 EURO DI MULTA AL CAFFÈ GAMBRINUS.

I proprietari di uno storico caffè di Napoli, il Gambrinus, nel centro della città partenopea, non hanno permesso ad un cane guida di una non vedente di accedere all’interno delle storiche mura della loro sala da thè: la signora voleva riposarsi e rilassarsi all’interno del locale, ma ha dovuto rinunciare, visto che non c’è stato verso di portare all’interno il suo amico animale.

Per una persona non vedente, il cane guida è a tutti gli effetti un braccio destro che non può essere amputato, specie quando si è fuori dalle mura di casa; per la sfortunata signora è stato un momento notevolmente spiacevole, in cui si è sentita offesa nella sua dignità, perciò ha riferito tutto, tramite una telefonata, al comando della Polizia Municipale di Napoli.

Il cane, oltretutto, era dotato di guinzaglio e museruola, quindi rispondeva perfettamente ai requisiti di legge per poter accedere all’interno dei locali pubblici: quando gli agenti sono arrivati al Caffè Gambrinus, ai titolari del locale è stata comminata una multa di 833 euro.

La sanzione è scattata per aver violato la legge che tutela gli animali accompagnatori di disabili. Solo a quel punto Michele Sergio, portavoce della storica famiglia proprietaria del locale, ha fatto sapere che si è trattato di uno spiacevole equivoco, poichè il gestore, in un primo momento, non si era reso conto della situazione ed era tornato sui suoi passi quando ormai era troppo tardi e la signora non vedente aveva già allertato la polizia municipale.

Sempre tramite Michele Sergio, la famiglia fa sapere che comunque solo certe sale del loro Caffè possono ospitare animali, mentre altre sono assolutamente vietate per loro, facendo comunque emergere un certo pregiudizio verso gli animali da compagnia. I proprietaristanno addirittura pensando di fare ricorso per vedersi annullata la sanzione, invitando comunque la signora lesa nella sua dignità nel loro locale, magari per un buon caffè.

ANCORA UNA VOLTA CARO PRESIDENTE ED AMICO GIUSEPPE CONTE: “CHAPEAU”!

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo,

ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini.

Ti ho scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, “nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione”.
Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo.
Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.
È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare.
Come ho sempre pubblicamente rappresentato, il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali.
Da subito ho elaborato una piattaforma politica fondata su sei premesse e dieci obiettivi, in modo da inserire tutte le singole iniziative in questa prospettiva strategica, sempre costantemente ispirata alla tutela dei diritti fondamentali e, in particolare, della dignità della persona e alla protezione dei nostri interessi nazionali, sovente compromessi nella gestione del fenomeno migratorio.
Ho personalmente contribuito a perseguire questo nuovo indirizzo politico, di maggiore rigore rispetto al passato, al fine di contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale e la moderna e disumana “tratta dei disperati”, alimentata dalle organizzazioni criminali.
Ho viaggiato in lungo e in largo in Africa e nel Medio Oriente per incrementare la cooperazione nei Paesi di origine e nei Paesi di transito, dove si concentrano le rotte dei migranti.
Abbiamo sempre lavorato intensamente, coinvolgendo anche il Ministro Moavero, per rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione.
Mi batterò sino all’ultimo giorno perché si affermi un meccanismo europeo, da applicare in via pressoché automatica, per operare una redistribuzione che veda tutti i Paesi dell’Unione pienamente coinvolti, in modo da evitare che i Paesi di primo sbarco, come l’Italia, siano abbandonati a se stessi.
Pur in attesa che si attui questo meccanismo europeo, sono sempre personalmente intervenuto, con gli altri Paesi europei, per pretendere e ottenere una redistribuzione dei migranti che sono sbarcati nei nostri porti. E a questo proposito dobbiamo dare atto che sia la Commissione europea sia alcuni leader europei ci hanno sempre teso la mano per sbloccare situazioni emergenziali.
Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea, altrimenti l’Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più ingestibile. La nuova Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nei colloqui sin qui avuti, mi è sembrata molto determinata a percorrere questa strada e a darci una mano risolutiva.
In definitiva, se davvero vogliamo proteggere i nostri “interessi nazionali”, non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza. Abbiamo chilometri di coste e siamo a una manciata di ore di navigazione dall’Africa e dal Medio Oriente. Da ultimo tu stesso hai constatato come è difficile contrastare i quotidiani, minuti sbarchi clandestini.
Non possiamo agire da soli. Dobbiamo continuare a insistere in Europa, come peraltro hai fatto Tu, di recente a Helsinki. E’ questa la direzione giusta.
E poi non oscuriamo quello che abbiamo fatto di buono. Se mai rammarichiamoci per quello che ci riproponevamo di ottenere e ancora non abbiamo ottenuto.
Un ultimo aggiornamento sulla vicenda Open Arms.
Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano.
Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo.
La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali”.
Per queste ragioni mi sono ritrovato costretto a intervenire varie volte – l’ho fatto perlopiù riservatamente – non per l’ansia di contrappormi politicamente alle tue iniziative, ma per la necessità di rivendicare l’applicazione del principio di “leale collaborazione”, che è fondamentale per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche.
Il consenso politico a cui ogni leader politico aspira si nutre della fiducia degli elettori. Ma se non alimentiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche si crea un cortocircuito e alla fine prevalgono rabbia e disaffezione. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione.
Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità.

Buon ferragosto,
Giuseppe Conte

IL MIO PRESIDENTE!


Grande uomo, capace, equilibrato, colto e sempre sensibile alle politiche sulla disabilità.

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DA LEGGERE TUTTO, PER LA VERITÀ.

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Gli italiani stanno affrontando una crisi di Governo assurda voluta dalla Lega. Evidentemente in questo anno la Lega ha passato il tempo a controllare i numeri dei sondaggi. Noi invece pensiamo che ci siano numeri più importanti da guardare: quelli relativi alle persone che ora hanno un lavoro stabile, quelli sulle redistribuzioni di migranti, le persone aiutate con quota 100 o dei vecchi dinosauri che non prendono più il vitalizio grazie a noi.
Così, hanno fatto cadere il primo Governo vicino al popolo dopo decenni di sanguisughe, portandoci a votare in autunno. Non si votava in autunno dal 1919, non so se lo sapevate. Esattamente da 100 anni. 
Questo Governo ha fatto un mare di cose e non lo dico con arroganza, ma semplicemente considerando i dati. È stato retto per due terzi dal MoVimento 5 Stelle. E guidato da un Presidente del Consiglio che non meritava il trattamento che gli hanno riservato. Anche l’inganno prima o poi si paga. Basta vedere che fine ha fatto quello dello “stai sereno”. 
La Lega ha buttato giù l’unico Governo che in un anno ha resistito a lobbies e poteri forti. Che ha approvato la legge anticorruzione più punitiva d’Europa e ha iniziato ad aiutare pensionati, poveri e precari. E forse lo ha fatto cadere proprio per questo: quando i sondaggi gli hanno detto che poteva staccare, lo hanno fatto. 
Così la Lega potrà tornare a difendere gli interessi di Autostrade e simili. 
In queste ore mi sembra che siano proprio in preda al panico, provano ogni giorno in tutti modi ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una scelta che è stata fatta per puro egoismo. È così, senza giri di parole. Così egoistica da fargli rivoltare contro i loro stessi sostenitori, che da giorni sulle loro pagine social hanno iniziato ad attaccarli. 
Queste cose nella storia si pagano, l’ho detto anche nell’ultima telefonata a Salvini prima della fine. La superbia non ha mai portato lontano nessuno. 
Qualcuno mi dirà: “te l’avevamo detto”. Io rispondo che avevamo formato questo Governo per fare cose per gli italiani. E infatti quando stavamo per abolire la prescrizione, riformare la giustizia e far saltare le concessioni ai Benetton, guarda caso hanno fatto cadere tutto. 
Questi palazzi sono un mondo in cui ti dicono che se non sei malvagio non vai da nessuna parte. Potranno ripetercelo all’infinito, ma non riusciranno a convincerci mai. Mai. Siamo brave persone e lo resteremo sempre. 
Ora, siccome la Lega è in difficoltà, ha iniziato a buttarla in caciara con un fantomatico inciucio Pd-M5S. 
È sempre stato così, credo ve lo ricordiate. Lo hanno sempre fatto, per tentare di screditarci agli occhi delle persone deluse da loro. La destra diceva che eravamo di sinistra, la sinistra diceva che eravamo di destra. Non avevano null’altro da fare o da proporre e provavano a colpirci con questi mezzucci.
Oggi non è cambiato nulla e, come al solito, da ieri qualche quotidiano (non tutti, per fortuna) in malafede dà respiro alla nuova bufala del dialogo con il Pd. Del resto basta andare a ritroso di 24-48 ore per capire chi la sta diffondendo.
Ad ogni modo, noi siamo stati chiari. Il M5S non ha paura delle elezioni, anzi. Anzi, in questo momento siamo ancora più uniti, con Alessandro, Davide, Max Bugani, Paola Taverna, Nicola Morra, i capigruppo, i nostri ministri e tutti coloro che per il MoVimento hanno dato l’anima. Andiamo a votare subito. E, facciamo subito un’altra cosa: tagliamo 345 poltrone di parlamentari e i loro stipendi. Possiamo farlo subito, manca solo un voto. Ci vogliono al massimo due ore per eliminare definitivamente 345 poltrone e risparmiare mezzo miliardo di euro. Sono tanti soldi. E si possono investire in modo più utile: in strade, scuole, ospedali. Non in stipendi di politici. Nessun partito aveva mai avuto il coraggio di portare avanti una riforma come questa ed ora è lì, basta un piccolo passo. 
Che sia la Lega, il Pd, Forza Italia o chiunque altro ad appoggiarla non ci importa. Ci importa che si faccia.
E che si faccia prima delle dichiarazioni di Conte alle Camere. Questo è anche il segno di un nuovo modo di fare politica che noi vogliamo lasciare a questo paese prima che si sciolgano le Camere. 
Il nostro appello è a tutte le forze politiche. Stamattina inizieremo a raccogliere le firme tra i parlamentari per chiedere la calendarizzazione d’emergenza alla Camera del taglio dei parlamentari. 
Contano i fatti, non le parole. E i fatti si possono dimostrare subito, non tra due mesi o tra due anni. Adesso. 
Poi subito il voto. Gli italiani non volevano e certamente non meritavano una crisi di governo a Ferragosto.

INTERVENTO DEL PRESIDENTE GIUSEPPE CONTE

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Buonasera a tutti,
Alcune dichiarazioni per fornire a tutti i cittadini dei doverosi chiarimenti.
Non raccoglierò delle domande per la semplice ragione che ci rivedremo poi, non voglio anticipare più ampie spiegazioni che fornirò in sede parlamentare che è la sede istituzionale.

Dopo il passaggio in Parlamento sarò aperto a rispondere a tutte le domande e avremo poi il tempo e il modo nelle conferenze stampa.
Ieri sera e questo pomeriggio è venuto a parlarmi il Ministro Salvini, il quale mi ha anticipato l’intenzione della Lega di interrompere questa esperienza di Governo e la volontà di andare a votare per capitalizzare il consenso di cui il partito attualmente gode.Sono stati due lunghi colloqui, durante quali ci siamo confrontati sulle aspettative della Lega e anche sulla complessa situazione politica, economica, sociale che il Paese sta attraversando.

Al Ministro Salvini ho anche esposto i molteplici progetti di riforma e le varie iniziative di Governo in corso di realizzazione che inevitabilmente andranno interrotte.

La nota ufficiale, diffusa da ultimo dal Ministro Salvini, invoca un ritorno alle urne per restituire al più presto la parola agli elettori.
Ho già chiarito nel corso dei colloqui al Ministro Salvini che farò in modo che questa crisi, da lui innescata, sia la crisi più trasparente della Storia della vita Repubblicana per questo mi riservo di contattare i Presidenti del Senato e della Camera affinché adottino le iniziative di propria competenza per permettere alle Camere stesse di tornare a riunirsi.

Questo passaggio istituzionale dovrà svolgersi davanti ai parlamentari, come ho subito sempre chiesto. I parlamentari sono i rappresentanti della Nazione e quindi di tutti i cittadini.
Avevo promesso che la trasparenza e il cambiamento sarebbero state le cifre caratteristiche, i tratti distintivi di questo Governo e vigilerò affinché questi valori siano rispettati fino all’ultimo giorno.

Come ho già chiarito nel corso della mia informativa resa al Senato sulle inchieste russe personalmente non considero, ho detto in quell’occasione il confronto tra Governo e Parlamento un molesto orpello del nostro sistema democratico ma la vera essenza della nostra forma di Governo e in particolare di una democrazia parlamentare.
Nella stessa occasione ho preannunciato che dal Parlamento ho ricevuto la fiducia che mi ha investito dell’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri e in Parlamento sarei tornato ove fossero maturate le condizioni per una cessazione anticipata dal mio incarico.

Leggo nella nota pubblicata dal Ministro Salvini, l’invito ai parlamentari a non perdere tempo adducendo pretesti vari ma a tornare a riunirsi quanto prima. Non spetta, evidentemente, al Ministro dell’Interno convocare le Camere.
Non spetta al Ministro dell’Interno decidere i tempi di una crisi politica nella quale intervengono ben altri attori istituzionali.

Al Ministro dell’Interno spetterà invece, nella veste di senatore di leader della Lega, spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del Cambiamento le ragioni che lo inducono a interrompere anticipatamente, bruscamente l’azione del Governo.
Confido che questo passaggio parlamentare contribuirà a fare piena chiarezza sulle scelte sin qui compiute e sulle responsabilità che ne derivano.

In Parlamento e, quindi, a tutti gli italiani dovremo dire la verità e certo non potremo nasconderci dietro dichiarazioni retoriche e slogan mediatici.

Voglio chiarirlo subito, non permetterò più che si alimenti la narrativa di un Governo che non opera, di un Governo dei No.

Questo Governo in realtà ha sempre parlato poco e lavorato molto. Questo Governo non era in spiaggia, era ogni giorno nelle sedi istituzionali a lavorare dalla mattina alla sera nel rispetto degli italiani.

Questo Governo da me coordinato, si è adoperato incessantemente per realizzare innumerevoli progetti di riforma a beneficio di tutti gli italiani.
Non accetterò più, quindi, che vengano sminuiti la dedizione, la passione con cui gli altri Ministri, tutti i Viceministri, tutti i Sottosegretari insieme a me, hanno affrontato l’impegno di Governo.

È certo non posso accettare che sia svilito anche il cospicuo lavoro sin qui svolto dai Parlamentari nelle rispettive Commissioni, nelle aule.

Grazie per l’attenzione e buona serata.

TANTI AUGURI PRESIDENTE CONTE.

Oggi voglio fare gli auguri e condividerli con voi tutti, ad un grande amico. Tanti tanti tanti cari auguri caro Giuseppe Conte per il tuo compleanno. Auguri ad un grande Presidente del Consiglio dei Ministri e a un Grande uomo. — presso Palazzo Chigi.

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A MONFALCONE (GO) PER RIBADIRE QUANTO SIA IMPORTANTE LA SINERGIA TRA ENTI LOCALI E GOVERNO.

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La sinergia tra Enti locali e Governo è importantissima! Sono a Monfalcone, in provincia di Gorizia, per la presentazione del progetto per l’attività sportiva integrata, per tutti, a recupero dell’ex mercato. Qui ci sarà presto un posto dove tutti, Persone con Disabilità e non, potranno fare sport assieme, senza barriere, in un posto bello, accattivante a valenza regionale!! Un sentito grazie al Sindaco Annamaria Cisint, per avermi coinvolto nella presentazione e chiesto suggerimenti su eventuali modifiche.

LA SCUOLA E’ LA PRIMA ISTITUZIONE A RECEPIRE LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto Inclusione, la scuola è la prima istituzione a recepire la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Nonostante siano passati 10 anni dalla ratifica da parte dell’Italia, questo testo è rimasto lettera morta da tanti, troppi punti di vista. Partiamo dunque con rendere concreti i suoi principi e a vederli direttamente applicati tra i banchi di scuola. Il cambiamento è prima di tutto culturale.

Il provvedimento, infatti, contiene e traduce nella realtà scolastica, coinvolgendo non solo docenti e personale ma anche famiglie, strutture sanitarie e studenti stessi, una nuova concezione di disabilità, che ci consentirà di avanzare sul piano civile e culturale. Oltre, naturalmente, a migliorare l’inclusione e la qualità di vita di tanti studenti con disabilità. Così come per la scuola, lavoriamo e lavoreremo ancora affinchè la disabilità non sia più vista come ‘un problema’ da risolvere, ma come una caratteristica che la società è capace di integrare positivamente.

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TRIESTE, CROLLA IL TETTO DELLA PISCINA ACQUAMARINA

Agenzia Dire: TRIESTE – Crolla il tetto della piscina termale sulle rive di Trieste. Tragedia sfiorata oggiattorno alle 15 dove e’ crollata l’intera struttura del tetto, in parte in vetro, del comprensorio riabilitativo e ricreativo denominato Acquamarina.

Una costruzione relativamente recente, frequentatissima anche dalle persone con disabilita’, grazie alle attrezzature idonee che la rendevano centro di riferimento.

Chiusa da pochi giorni per la consueta pausa estiva, fortunatamente non aveva nessuno all’interno, tranne una lavoratrice del bar annesso e due fisioterapisti, fortunatamente illesi.

ZOCCANO: POTEVA ESSERE TRAGEDIA

“Poteva essere una tragedia”, cosi’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Disabilita’, Vincenzo Zoccano, triestino di adozione. Il riferimento e’ al crollo del tetto della piscina termale verificatosi oggi verso le 15. “Quel polo riabilitativo e’ un elemento essenziale per la fisioterapia delle persone con disabilita’ anche grave. Da parte mia e del Governo, massima disponibilita’ per il ripristino assieme alle altre istituzioni della struttura nel minor tempo possibile”, conclude Zoccano.

SBLOCCATI 550 MLN PER L’ACCESSIBILITA’ DELLE STAZIONI. LA LIBERTA’ DI VIAGGIARE SIA PER TUTTI!

Tra gli oltre 15 miliardi sbloccati dal Cipe per gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, ci sono oltre 550 milioni da utilizzare per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle 100 stazioni più frequentate d’Italia. Una notizia veramente positiva, che si inserisce nel lungo e impegnativo lavoro che stiamo portando avanti, su più fronti, per migliorare la condizione delle persone con disabilità.
Rendere i luoghi pubblici accessibili è primariamente una questione di civiltà: queste risorse saranno fondamentali per far sì che chiunque si possa sentire libero di viaggiare senza quegli impedimenti materiali che spesso, purtroppo, mortificano e alimentano un ingiusto senso di esclusione. Un grazie sentito al ministro Danilo Toninelli per questo importante risultato e per quelli già ottenuti nello sbloccare tante opere pubbliche ferme da anni.

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ALLA CABINA DI REGIA DEL GOVERNO PER L’APPROVAZIONE DEL PIANO OPERATIVO STRATEGICO NAZIONALE SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE.

Per la prima volta sono state inserite 4 linee di azione specifiche per il contrasto alla violenza contro le donne con disabilità. Queste le linee di azione finanziate ed immediatamente attuabili: “Attivazione di uno specifico gruppo di lavoro interistituzionale, con il fine di delineare linee guida per le campagne informative attuate dalle singole Amministrazioni, con particolare riferimento alle donne con disabilità vittime di violenza” “Attivazione di uno specifico gruppo di lavoro per l’implementazione di linee guida per la formazione degli operatori con l’obiettivo di individuare e prevenire situazioni di rischio e vulnerabilità nelle donne con disabilità, potenziali vittime di violenza.” “Istituire un gruppo di lavoro per l’integrazione delle linee guida, con la partecipazione delle istituzioni coinvolte e delle associazioni maggiormente rappresentative e attive nella tutela delle donne vittime di violenza così come quelle attive nella tutela delle persone con disabilità” “Attivazione di un gruppo di lavoro interistituzionale con ISTAT e DPO, e con la partecipazione delle Associazioni attive nella tutela delle persone con disabilità, volto ad individuare e definire gli indicatori nella reportistica per la valutazione delle casistiche relative alla violenza sulle persone con disabilità” un ringraziamento al Sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora, a tutti i ministeri coinvolti che hanno apportato contributi significativi, accanto ai partner istituzionali della Cabina. #PrimaLaPersona

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