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Associazione La Strada dell'Amore: Corso di Formazione "La conoscenza e l'autopromozione nel mondo del volontariato"

Notizia n° 49   del: 02-04-2010 [11:12]   Autore: Riccardo

Associazione La Strada dell'Amore: Corso di Formazione gratuito "La conoscenza e l'autopromozione nel mondo del volontariato", 16 Marzo - 18 Maggio 2010, presso il Centro Servizi Volontariato Galleria Fenice n. 2, III Trieste

Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione gratuito aperto a tutti: "La conoscenza e l'autopromozione nel mondo del volontariato". Obiettivo principale del ciclo formativo è la formazione dell' "uomo solidale": fornire conoscenze, strumenti e abilità affinchè volontari, operatori (OSA) e familiari, possano approfondire le ragioni, i significati e i limiti del proprio "fare per gli altri".
Il corso si farà presso il Centro servizi Volontariato in Galleria Fenice n. 2, III piano il 16 marzo e i lunedì consecutivi per un totale di 9 incontri dalle ore 16.30-18.30.

Per informazioni:
Tel. 347 4026266 - 040 634232
E-mail: lastradadellamore@libero.it
s.monticolo@gmail.com

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Persone con disabilità, in 1500 in attesa di un lavoro

Notizia n° 48   del: 21-10-2009 [12:31]   Autore: Vincenzozoccano

Da Il Piccolo di Trieste del 19-10-2009 Disabili, 1500 in attesa di un lavoro Disabili, 1500 in attesa di un lavoro. Le associazioni: «Neanche gli enti assumono nonostante le leggi». Oggi un convegno TRIESTE - Sono quasi 1.500 i disabili della nostra provincia, con handicap psichici, fisici o sensoriali, iscritti alla lista di collocamento specifica per il settore, che attendono con trepidazione un posto di lavoro come telefonista o per un altro qualsiasi impiego. Per l’esattezza dallo scorso febbraio ad oggi sono 1496 le persone disoccuppate iscritte: quasi tutte giovani in attesa d’una prima assunzione presso privati o un ente pubblico. Il numero, non da sottovalutare, rappresenta una bella fetta del mondo della disabilità cittadina, valutata in circa 20 mila unità contro i sei milioni dell’intero paese. Non gioca a favore né del disabile né del normmodotato, purtroppo, un periodo di crisi lavorativa nel quale molti privati preferiscono pagare una penale piuttosto che assumere, mentre gli stessi enti troppo spesso preferiscono procrastinare a tempo indeterminato la chiamata, non coprendo così la quota di disabilità nell’organico prevista dalla legge. Ne so no un esempio il Comune che ha uno “scoperto” di circa 50 individui o la Regione o anche la stessa Provincia, anche se quest’ultima registra un “buco” molto minore. A parlare sono le sole 4 assunzioni a tempo indeterminato fatte dalle pubbliche amministrazioni nei mesi che vanno dal settembre 2008 al gennaio 2009, mentre nel lavoro privato gli assunti a tempo indeterminato sono stati 17 e a quello determinato 33. Spiega il presidente del coordinamento provinciale dei disabili (che raggruppa 19 associazioni) Vincenzo Zoccano: «Non si può restare indifferenti visto che le quote di scopertura sono evidenti! Esiste inoltre il problema che la graduatoria della lista di collocamento nella nostra provincia, e non nelle altre, viene fatta soltanto una volta all’anno, a febbraio. Perciò se un malcapitato si dovesse iscrivere a marzo, verrà preso in considerazione nella graduatoria soltanto con l’anno successivo!». A fronte di quest’impasse però la Provincia si è impegnata, nel corso di un incontro con le parti svoltosi proprio la scorsa settimana, a risolverlo quanto prima, visto che dipenderebbe da un disallineamento dei sistemi informatici. Inoltre è in via di deliberazione in Regione la destinazione di fondi per il finanziamento di progetti di autoimprenditorialità, utilizzando fondi europei. Di questo, ma anche di altri scottanti temi, si parlerà nel convegno indetto dalla Consulta regionale delle associazioni dei disabili “La convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità”, che avrà luogo oggi dalle 9 alla Marittima. Tra i relatori il presidente della Consulta regionale Mario Brancati, il membro Disabled Peoples International Giampiero Griffo e l’assessore regionale alla salute Vladimir Kosic. Daria Camillucci

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Ultimo commento di: Vincenzozoccano, del: 08-11-2009 ore 09:45

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - campagna SMS solidale

Notizia n° 47   del: 13-10-2009 [09:53]   Autore: Vincenzozoccano
Cari amici, L'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti sta realizzando a Roma un Centro di alta specializzazione per la riabilitazione e l'integrazione sociale Chi perde la vista, a volte vista e udito insieme, è spesso destinato a isolarsi, a vivere circondato solo dai familiari, da pochi amici, dal dolore. L'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti vuole cambiare la qualità della vita di queste persone e sta realizzando a Roma un Centro di alta specializzazione per la riabilitazione e l'integrazione sociale. Per riuscire a realizzare l'obiettivo occorrono fondi. Così l'Associazione rivolge un appello alla solidarietà di tutti. Fino al 20 ottobre si raccoglieranno fondi per la costruzione del Centro, sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e con i patrocini del Comune di Roma e del Segretariato sociale Rai. Tante le adesioni da parte di personalità del mondo politico, del mondo dello spettacolo e della stampa. I ciechi pluriminorati in Italia sono circa 2 mila. Il Centro polifunzionale — complesso che prevede una struttura di riabilitazione medica, strutture per il tempo libero e laboratori per l 'avviamento al lavoro — seguirà una cinquantina di persone e costituirà il punto di riferimento per futuri centri regionali ed infraregionali per la riabilitazione dei ciechi con minorazione aggiuntiva. Il Centro si propone anche come struttura di eccellenza per la formazione di personale specializzato e per la sperimentazione. Ma avrà anche un albergo, un ristorante e un impianto sportivo aperti a tutti, per favorire l'integrazione e la solidarietà sociale. Per contribuire è possibile mandare un SMS del valore di 2 euro al numero 48542, o chiamare lo stesso numero da rete fissa. Per chi volesse fare di più è a disposizione il conto corrente postale 906040.
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31 agosto 2009 - IUniScuola: Multe salate ai Dirigenti Scolastici che ignorano la situazione occupazionale dei disabili

Notizia n° 46   del: 31-08-2009 [10:27]   Autore: Alessandrolombardi

Anche quest'anno gli uffici scolastici stanno procedendo alle assunzioni a tempo indeterminato e determinato del personale docente beneficiario delle riserve di cui alla L. 68/99 in modo non trasparente. A tutt'oggi i Dirigenti scolastici non hanno ottemperato alla richiesta del 27 gennaio 2009 del sindacato IUniScuola di conoscere il prospetto informativo della situazione occupazione dei disabili ovvero "il numero complessivo dei lavoratori dipendenti numero e nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva posti di lavoro (7%) e mansioni disponibili per i lavoratori disabili". Con Nota del 1 gennaio 2009, n. 292 il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha prorogato fino al 28 febbraio 2009 il termine per la trasmissione telematica del prospetto informativo dei lavoratori disabili da parte dei datori di lavoro esonerati dall'obbligo, già stabilito per la fine di gennaio 2009. Per le scuole che non hanno inviato il prospetto informativo è prevista una sanzione di 578,43 euro, maggiorata di 28,02 euro maggiorata per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 365 giorni per ciascun prospetto annuale omesso. Leonardo Donofrio dello IUniScuola chiede ai Dirigenti Scolastici di verificare la situazione occupazione dei disabili prima della sottoscrizione di accettazione dei contratti di lavoro per non esporsi a sanzioni amministrative e a ricorsi.

orizzonteScuola.it
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POLITICA E DISABILITA'/la lettera denuncia di una madre: le forze politiche e la scarsa sensibilità per l'handicap

Notizia n° 45   del: 31-08-2009 [10:15]   Autore: Alessandrolombardi
Gentilissima redazione,

Sono la mamma di una ragazza con disabilità di 36 anni. questa lettera, che spero possa essere pubblicata, è scritta per rimarcare ancora una volta quanto la politica si interessi (poco) di un tema sociale così importante come la disabilità. Ho letto i programmi delle varie forze politiche nella recente campagna elettorale e devo constatare ancora una volta quanto l'accordo tra i vari partiti esista solo per quanto riguarda la disabilità, infatti nessuno ne parla, e quando lo si fa è per tagliare, su scuola, sanità, lavoro, tasti importantissimi per tutti, ma per le persone con disabilità assolutamente indispensabili per la vita. Le leggi esistenti e sono numerose 104/92, 162/98, 328/2000, 13/89, non sono rifinanziate da anni e sono poche le Regioni che nel loro programma destinano fondi a questo scopo. La pensione d'invalidità civile di 255 euro al mese, non permette certo unitamente all'indennità di accompagnamento di 465 di condurre una vita dignitosa dal profilo economico e le famiglie si devono far carico di tutte le necessità che esulano da tali cifra. L'assistenza Sanitaria non è pienamente competente per permettere una vera e concreta riabilitazione motoria e cognitiva, i bambini a cui bisognerebbe garantire una precoce quanto efficiente riabilitazione per sfruttare al massimo le capacità residue vengono trascurati spesso a causa delle gravità delle loro condizioni senza che i genitori abbiano la possibilità di opporsi a questa grave trascuratezza, se non inseguendo terapie riabilitative in varie parti del mondo alcune molto costose e di dubbia efficacia. Le esigenze dei genitori ad avere una rete sociale a cui rivolgersi per colmare le lacune o per avere sostegno psicologico e organizzativo per sopperire alle notevoli e complesse necessità quotidiane non vengono prese in seria considerazione penalizzando così il nucleo familiare al completo. Il lavoro ritenuto fondamentale nella nostra Costituzione è penalizzante per i genitori di figli disabili, molti di questi genitori, specialmente nel settore privato, nel timore di essere licenziati o di non avere il rinnovo dei contratti a progetto non dichiara di avere un figlio disabile rinunciando così anche ai permessi che spetterebbero per legge. Nella scuola a parte la sensibilità e condivisione di molti operatori che pur apprezzabilissima non garantisce però su tutto il territorio nazionale la stessa opportunità a tutti gli studenti, non vi sono norme con un ben definito iter a cui tutti i direttori devono attenersi e in caso di inapplicabilità non sono previste sanzioni, i Gruppi di lavoro Handicap GLH in numerose scuole non sanno neppure cosa sia , il PEI (progetto educativo individuale) che prevede la partecipazione di tutti gli "attori" coinvolti per una buona riabilitazione ad ampio raggio: ASL, SCUOLA, SERVIZI SOCIALI, GENITORI, INSEGNANTI, spesso viene visto come un'inutile pratica burocratica, gli ausili tecnologici , di postura, di mobilità (computer, sedie , sedie a rotelle, tavoli, sollevatori) necessari durante la permanenza a scuola non si sa ancora con chiarezza chi li deve fornire e ci sono dei rimpalli di responsabilità che non fanno altro che accrescere le difficoltà delle famiglie che non hanno la possibilità di avanzare richieste ben definite non sapendo a chi indirizzarle. Vi sono genitori a cui è stato chiesto di portare a scuola ogni giorno il seggiolone e il deambulatore da casa . Negli Ospedali viene richiesta per le persone disabili gravi e gravissime sia minori o maggiorenni l'assistenza di un familiare per tutto il periodo del ricovero, giorno e notte, in quanto le strutture ospedaliere non hanno personale sufficiente per assistere in tutte le loro necessità queste persone, ma non sono previsti per legge, quindi non rivendicabili per questi familiari, nella maggioranza dei casi padri e madri, ne benefici assistenziali primari, fornitura gratuita dei pasti, ne possibilità di lavarsi e cambiarsi o lavarsi gli indumenti, ne di avere un minimo di sostegno psicologico e emotivo. Quando ci si ricovera con il proprio figli ci si ricovera in due, ma il genitore viene considerato come necessario per alleviare la struttura dall'assistenza, ma come persona ignorata totalmente, e spesso lasciando altri figli a casa ci si porta appresso anche la preoccupazione di questa lontananza che potrebbe avere ripercussione future non indifferenti. Non si affitta alle persone disabili e a chi ha figli con disabilità, è ormai prassi comune in molte regioni italiane, e quindi spesso chi ha figli disabili deve acquistare l'alloggio pur con le gravi penalizzazioni a livello economico che questo comporta, infatti spesso sono famiglie in cui almeno un genitore ha dovuto lasciare il lavoro diventando famiglie monoreddito. L'assistenza domiciliare alle persone disabili è quasi inesistente su buona parte del territorio italiano, e dove è presente, i vincoli burocratici e/o di reddito rendono sempre più esiguo il numero dei possibili beneficiari. Il reddito di inserimento o di mantenimento per chi ha perso il lavoro e ha a carico un figlio disabile prevede dove è stato attivato un iter talmente complesso e spesso prima di essere erogato passano mesi, e nessuno si chiede come queste persone riescano a vivere. Gli ausili necessari per avere una vita più agevole negli spostamenti: carrozzine elettroniche con varie funzioni, per avere nelle abitazioni una più facile mobilità specie per chi, totalmente non autosufficiente deve essere aiutato nelle minime funzioni, sollevatori elettrici, sollevatori a soffitto, per evitare le piaghe da decubito: materassi, letti ortopedici, spesso vengono riconosciuti dal SSN solo in parte e le famiglie devono partecipare in modo anche importante alla spesa, ma come fanno con 700 euro al mese di indennità e pensione? Le pratiche di riconoscimento di invalidità in molte Regioni tra le quali Calabria e Sicilia hanno tempi lunghissimi, le famiglie aspettano anche due anni prima di ottenere il decreto con la percentuale riconosciuta. Siamo un Paese strano, la nostra politica si comporta come se fossimo un Paese ricco e forte, i nostri politici dal 2001 ad oggi non hanno più legiferato a favore di questi cittadini le cui condizioni stanno precipitando nell'indigenza totale, non vengono prese in considerazioni le varie richieste dall'aumento della pensione d'invalidità per potersi almeno permettere di mangiare tutti i giorni, al prepensionamento per i famigliari che assistono disabili gravi e gravissimi, si lavora solo e sempre stanziando cifre anche elevate per costruire nuove RSA (residenze sanitarie assistenziali), senza tenere conto del diritto di ogni cittadino, anche di quello disabile, di poter rimanere se lo desidera nella propria casa con un'assistenza efficiente e con gli ausili necessari. Preferiamo, in contrasto con tutti i preamboli delle varie leggi e normative nazionali, regionali e locali che, dicono, tutelano e appoggiano il più possibile la volontà di rimanere nel proprio ambiente, spendere il denaro per ricoverare in strutture socio - sanitarie queste persone, quando costerebbe molto meno anche economicamente mantenerle nella propria abitazione. Ma quand'è che la politica, quella vera, pulita, onesta, responsabile tornerà veramente dalla parte dei cittadini, di questi cittadini che hanno il diritto come esseri umani di essere considerati non soltanto pesi sociali da ignorare, ma cittadini a cui la società tutta dovrebbe inchinarsi per la dimostrazione di forza, determinazione e coraggio che ogni giorno dimostrano loro e le loro famiglie nell'affrontare la nuova giornata . Attendiamo segnali che ci permettano di cambiare la visione negativa sull'attenzione politica alle problematiche nel campo della disabilità.

Marina Cometto - Uno Notizie Roma -
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