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Via le barriere grazie al web

Notizia n° 74   del: 30-01-2011 [12:39]   Autore: Redazione
Il Tirreno del 29-01-2011 Via le barriere grazie al web Accessibilità, un portale per orientarsi nel labirinto delle leggi. Uno strumento che sarà utile soprattutto agli addetti ai lavori PISTOIA. Nascerà fra pochi giorni il portale www.pianiaccessibilita.it, nato dal lavoro compartecipe di Provincia di Pistoia, Regione Toscana, Osservatorio per il superamento delle barriere architettoniche e centro interuniversitario Tesis di Firenze. Un progetto necessario per fare chiarezza sulle norme di accessibilità alle strutture, che sarà a disposizione di tutti ma soprattutto degli addetti ai lavori, delle amministrazioni, cioè, che fino ad oggi non sono state in grado di garantire un livello di vivibilità omogenea per tutta la popolazione. Oltre alle informazioni tecniche, attraverso il portale sarà possibile richiedere un consulto professionale per tutte le problematiche relative all’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali. Ecco quindi che la Toscana si trova nuovamente ad essere capofila di un progetto importante per l’abitabilità del territorio, con Pistoia in prima linea grazie al protocollo d’intesa per l’attuazione dei piani di accessibilità a cui hanno aderito sei Comuni: Pistoia, Agliana, Quarrata, Pescia, Monsummano Terme e San Marcello. Pistoia farà da “pilota” a questo progetto, per capire se è finalmente arrivato il momento di fare chiarezza sulle tante leggi in materia, che da più di 15 anni esistono senza che nessuno sia stato mai capace di applicarle o di trarne beneficio, come il noto Peba (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche). Secondo il professor Antonio Laurìa, del centro Tesis, due sono stati i motivi finora addotti dalle varie amministrazioni inadempienti: carenza di fondi e presenza di altre priorità più importanti. «In Toscana non ci siamo mai resi conto che una città non accessibile è una città ingiusta, inospitale anche per quelle persone che vi arrivano per motivi turistici. C’è una grande nicchia di turismo che usufruirebbe di questi piani di accessibilità portando benefici ai comuni e che per ora rimane inespressa». In questo senso la Regione si è mossa attraverso due convenzioni, nel 2003 e nel 2010, per validare le linee guida del protocollo e avviare la sperimentazione nelle città. Il nuovo portale web arriverà quindi a compimento di un processo durato molti anni e sarà strutturato, come spiegato da Patrizio Giannini e Beatrice Benesperi, di Tesis, secondo la stessa idea di accessibilità: tutto il sito sarà infatti navigabile anche da persone non vedenti o ipovedenti grazie ad un programma di lettura testuale (screen reader) in grado di leggere i contenuti presenti nel sito (dalle foto, agli allegati, alle notizie) e ad una modalità di ingrandimento del testo o di “alto contrasto”. Presenti alla conferenza di presentazione, moderata dall’assessore provinciale Michele Parronchi, i due assessori regionali che maggiormente hanno seguito il progredire del progetto: Anna Marson, Urbanistica e territorio, e Salvatore Allocca, Welfare e politiche per la casa. Per Allocca si tratta di garantire a tutti i cittadini «le stesse possibilità di sviluppo della persona umana e di partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del paese», come sancito dall’articolo 3 della costituzione italiana. «Non basta un’idea, ci vuole anche ostinazione nel perseguirla, perché la democrazia è una delle più importanti fonti rinnovabili di energia». Anna Marson, a conclusione della conferenza, ha voluto ricordare come la Toscana sia da sempre all’avanguardia in campo di politiche sociali ma che le forti criticità economiche di questi anni abbiano fatto fare un passo indietro a molti comuni. «Il concetto di accessibilità si è molto allargato, così come si sono allargati i confini delle città che per questo devono garantire una vivibilità democratica su tutto il territorio». di Michele Galardini
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Permessi lavorativi: il pericoloso precedente di Mirafiori

Notizia n° 73   del: 27-01-2011 [13:50]   Autore: Redazione
Permessi lavorativi: il pericoloso precedente di Mirafiori (di Carlo Giacobini) Il recente Accordo voluto dalla Fiat e sul quale si è pronunciata favorevolmente la maggioranza dei lavoratori, interverrà anche sui permessi riconosciuti dalla Legge 104/92 ai lavoratori che assistono familiari con handicap grave e agli stessi lavoratori con disabilità grave, costituendo un pericoloso precedente, che potrà improntare i futuri rapporti sindacali e condizionare la stessa azione degli istituti previdenziali Il recente Accordo di Fiat Mirafiori - sul quale, com'è ben noto, il 13 gennaio scorso si è pronunciata favorevolmente (seppure con margine non ampio) la maggioranza dei lavoratori - interviene anche sui permessi riconosciuti dalla Legge 104/92 ai lavoratori che assistono familiari con handicap grave e agli stessi lavoratori con disabilità grave. A tal proposito, infatti, l'Accordo stesso prevede che «saranno individuate [...] le modalità per un'equilibrata gestione dei permessi retribuiti di legge e/o contratto nell'arco della settimana lavorativa» (articolo 5). Nella sostanza l'azienda potrà limitare - invocando necessità tecnico-organizzative - i permessi lavorativi previsti dalla Legge 104/92. Il tutto per un'equilibrata (ma per chi?) gestione dei permessi. Quello che dunque oggi è un diritto soggettivo, diventerà un interesse legittimo e potrà essere negato. Di fronte a un intervento e a una discrezionalità di dubbia legittimità - che non hanno precedenti nemmeno nei tentativi più rigidi di restrizione di quel diritto - si può sicuramente parlare di un pericoloso precedente, che impronterà i futuri rapporti sindacali e condizionerà la stessa azione degli istituti previdenziali. Questo Accordo - almeno per le persone con disabilità - è una svolta epocale al ribasso. Oggi tocca ai lavoratori di Mirafiori, domani potrebbe toccare agli altri dipendenti privati, dopodomani a tutti i dipendenti pubblici. Non si comprende, infatti, perchè quello che è concesso a Marchionne non dovrebbe essere permesso, domani, alle altre aziende o al ministro Brunetta, nella sua funzione di responsabile della Pubblica Amministrazione. La memoria anche in questo caso giova: quando Brunetta tentò di restringere e regolamentare i permessi della Legge 104/92, vi fu una levata di scudi bipartisan. Ora - complice la miracolistica illusione di una rinnovata produttività - a Marchionne e a Fiat viene concesso ben di più, con la benedizione della maggioranza delle sigle sindacali e di parte significativa dei nostri parlamentari (di maggioranza e opposizione). Ma mentre a Marchionne rimane aperta la minacciata possibilità di fuggire sdegnosamente in Canada, le persone con disabilità e i loro familiari - comunque - in questa Italia devono rimanere...
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Arriva il traduttore istantaneo al Braille per i non vedenti, indossabile al dito

Notizia n° 72   del: 20-01-2011 [15:19]   Autore: Redazione
Mondo Tech del 19-01-2011 Arriva il traduttore istantaneo al Braille per i non vedenti, indossabile al dito Tra novità elettroniche e tecnologiche con oggetti pressochè inutili che ci travolgono ogni giorno ecco spuntare, ogni tanto, qualche innovazione davvero utile, in grado di poter realmente migliorare la vita di alcuni di noi. In questo caso i beneficiari della nuova invenzione sono le persone non vedenti, che si affidano alla lettura del Braille per comprendere i testi. Si tratta infatti di una specie di guanto hi-tech da applicare al dito capace di leggere i normali testi e trasformarli, al contatto col polpastrello, in contenuti inBraille, facilmente riconoscibili per le persone capace di “leggere” questa tecnica di scrittura. Ma come è possibile? Sulla superficie esterna del ditale, in corrispondenza con il polpastrello, è presente una potente microcamera ideata appositamente per il riconoscimento e la scansione dei testi scritti e stampati secondo lo standard classico, che invia poi ad un processore interno che lo rielabora e, tramite una microtecnologia di feedback tattile, lo trasmette al dito. La sensazione sarà quella di sfiorare con l’indice un testo in Braille, senza però aver fatto nulla. Una novità di importanza immensa: non hanno limiti le applicazioni in cui questo “ditale” potrebbe essere utilizzato. Immaginate solo quanto potrebbe rivelarsi utile per le persone non vedenti, o ipovedenti che raramente possono sfruttare scritte in Braille, dovendo accontentarsi di “ascoltare” e rinunciare, ad esempio, di leggere un giornale. Questo dispositivo dovrebbe esordire sui mercati internazionali a metà del 2012, periodo in cui potrebbe addirittura essere potenziato e perfezionato. Nessuna info sui prezzi, anche se sarebbe opportuno che per oggetti del genere fosse lo stato ad intervenire per fornirlo gratuitamente a chi ne ha davvero bisogno.
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I privilegi dei ciechi

Notizia n° 71   del: 18-01-2011 [18:18]   Autore: Redazione
«A sentire l’assessore Sernagiotto, sembra che quei privilegiati dei ciechi siano la causa principale dei problemi finanziari della Regione». Non ride Mario Girardi, presidente regionale dell’Unione italiana ciechi, commentando con questo paradosso le dichiarazioni dell’assessore al sociale. «Le cifre riportate da Sernagiotto sono fuori dalla realtà - precisa Girardi -. Solo i ciechi assoluti hanno un’indennità di accompagnamento di 807 euro e una pensione di 281 euro, ma solo se non hanno un lavoro. I ciechi parziali, con residuo visivo non superiore a 1/20, hanno invece 189 euro più una pensione di invalidità di 260 euro, sempre se non lavorano. Gli ipovedenti gravi, medi o lievi, cioè coloro che hanno un residuo superiore a 1/20 e che sono la maggioranza, non percepiscono nessun tipo di provvidenza economica. Quanto al contributo di 190.000 euro concesso all’Uici, la cifra deve essere suddivisa per le 8 strutture dell’associazione nel Veneto: 7 provinciali e un consiglio regionale. Dal totale va tolto il 20% (pari a 38.000) che, per decisione della giunta Zaia, va alla Scuola Triveneta Cani Guida di Selvazzano. Ma per il 2010, a tutt’oggi non è stato erogato ancora un euro».
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Beni, servizi, lavoro e voto accessibili: ecco gli obiettivi dell'UE

Notizia n° 70   del: 18-01-2011 [09:01]   Autore: Redazione
Beni, servizi, lavoro e voto accessibili: ecco gli obiettivi dell'UE Dopo la ratifica della Convenzione Onu, il punto sulla strategia per migliorare la vita degli 80 milioni di disabili europei: attenzione anche alla mobilità e alle statistiche. Soddisfazione dall'Edf. Verso la ratifica anche del protocollo aggiuntivo ROMA. Dopo la ratifica della Convenzione, occhi puntati in Europa sugli obiettivi concreti più importanti da raggiungere nel vecchio continente: il pieno accesso a beni e servizi da parte delle persone con disabilità, l'affermazione del principio dell'accessibilità universale, la totale accessibilità alle persone disabili delle prossime elezioni per il Parlamento europeo. Con l'ipotesi, d'ora in avanti, di lavorare per la ratifica anche del protocollo opzionale. Nei giorni scorsi, la vice presidente della Commissione europea Viviane Reding (che è anche commissario alla Giustizia, ai Diritti fondamentali e alla Cittadinanza) ha ricordato all'Intergruppo sulla disabilità del Parlamento europeo la sua soddisfazione per la conclusione del processo di ratifica della Convenzione, avvenuto lo scorso 23 dicembre, e ha ricordato come questo passo avanti possa mutare in meglio la vita degli oltre 80 milioni di persone con disabilità in Europa. Reding ha sottolineato il fatto che la Commissione europea dovrà d'ora in avanti agire nel rispetto e secondo le linee stabilite dalla Convenzione Onu e ha parlato della possibilità di avviare ora la ratifica del protocollo opzionale. Secondo la vicepresidente della Commissione ci sono in particolare alcuni obiettivi prioritari da raggiungere, ad iniziare dall'accesso a beni e servizi, che potrebbe essere inserito nella European Accessibility Act che si ipotizza di proporre nel corso del 2012. C'è poi il capitolo dell'accessibilità universale, che risuona nella Disability Mobility Card (definito un esempio concreto per promuovere la mobilità delle persone disabili) e quello del lavoro, per il quale risuona l'idea di un possibile Patto sulla disabilità da stipulare fra datori di lavoro e lavoratori. Reding mette poi in evidenza la necessità di dati statistici per comparare la situazione delle persone con disabilità in tutta l'Unione, ed esprime la necessità di fare in modo che le prossime elezioni per il parlamento europeo siano totalmente accessibili. L'incontro fra Reding e il presidente dell'Edf Vardakastanis è stata anche l'occasione per ribadire l'importanza dell'azione dell'European Disability Forum e la necessità del giusto coordinamento fra le istituzioni europee e il movimento della disabilità. Anche il presidente dell'intergruppo Adam Kosa ha sottolineato l'importanza che la Disability Strategy produca effetti concreti nella vita di 80 milioni di persone".
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