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Sappiamo tutto in fatto di politiche e previdenze per la disabilità in Italia, proviamo a confrontarle con alcune di quelle della Francia. Senza voler dir male di nessuno, consapevoli che è difficile essere esaustivi, mettere seriamente sulla bilancia criteri e realtà diversi. Un esercizio utile, forse, per suscitare questioni.

L'Istat (attraverso il sito disabilitaincifre) indica una stima complessiva in Italia di poco meno di 2 milioni 800mila persone con disabilità. Un'altra inchiesta Istat indica, invece che le persone che manifestano una "apprezzabile difficoltà nello svolgimento di almeno una funzione essenziale della vita quotidiana" sono "6 milioni 606mila persone, pari al 12% della popolazione, che vive in famiglia, di età superiore ai 6 anni", senza sapere quante siano "le persone che, soffrendo di una qualche forma di disabilità non fisica ma mentale, sono in grado di svolgere tali attività essenziali".

Le stime della Francia indicano 12 milioni di persone con disabilità, divise in sette diverse categorie. Conosciamo le quote del sostegno economico alla disabilità in Italia, di cui beneficiano 2 milioni 600mila persone. In Francia, ammontano a 696,63 euro al mese, arriveranno a 711,95 a settembre e alcune associazioni le ritengono insufficienti poiché la stima ufficiale della soglia di povertà è di 900 euro. Sono 720 mila le persone che beneficiano di questi contributi e, recentemente, si è scoperto una quota di falsi invalidi di 120 mila persone.

All'interno di un regime di integrazione scolastica che si sta avvicinando al modello italiano, con alunni con disabilità nel circuito ordinario dell'istruzione, e con scuole differenziali per disabilità gravi, il quotidiano francese "Le parisien" indicava in prima pagina uno scandalo. 13mila bambini e ragazzi con meno di vent'anni obbligati a restare a casa: troppo disabili per il circuito ordinario, pochi i posti nelle scuole specializzate.

da superabile.it (Blog di Matteo Schianchi, pubblicato il 26/04/2010 )



Pubblicazione del: 04-05-2010


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