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Staminali anti sclerosi. Ecco le linee guida

Notizia n° 59   del: 07-05-2010 [12:38]   Autore: Riccardo

MILANO. Un danno progressivo alla guaina, la mielina, che avvolge le fibre nervose. E, come accade nei fili elettrici quando si sfilacciano le coperture isolanti, il rischio di cortocircuito diventa più che un rischio. È quanto accade nella sclerosi multipla, male progressivo con alti e bassi ma nel tempo implacabile. È comunemente considerata una malattia autoimmune: il sistema immunitario, quello di difesa dell'organismo, per errore attacca, e di conseguenza danneggia, la «guaina mielinica» che protegge le cellule nervose dell'encefalo e del midollo spinale. Questo danno rallenta, distorce o interrompe i messaggi da e per il cervello, producendo i sintomi della sclerosi multipla. Nel tempo, le fibre nervose subiscono progressivi danni fino alla loro completa distruzione. Una terapia con le varie cellule staminali avrebbe l'obiettivo di sostituire o riparare cellule o tessuti danneggiati, ma potrebbe anche servire per prevenire i danni iniziali, o evitarne la progressione. Come? Per esempio, «riaddestrando» il sistema immunitario oppure, con farmaci ad hoc, stimolando le cellule staminali già presenti nel corpo nella riparazione delle fibre nervose o della mielina. Insomma, la speranza è nelle cellule staminali, dalle adulte alle embrionali.

I ricercatori di tutto il mondo ne sono più che consapevoli. Sperimentazioni sull'uomo sono in corso. Ma attenzione ai falsi. Il mercato della speranza è redditizio e i depliant dilagano con promesse assolutamente non documentate. Le Spa delle staminali sono una realtà internazionale e rischiano di bloccare la ricerca seria. E l'appello si è concretizzato in linee guida internazionali pubblicate ieri da Nature Reviews Neurology. Un documento per delineare le basi scientifiche che il trapianto di cellule staminali ha mostrato negli studi clinici iniziali, anche sull'uomo, e le potenzialità del loro utilizzo in futuro nella sclerosi multipla. In più c'è un libretto informativo rivolto all'opinione pubblica, prodotto in collaborazione dalle Associazioni sclerosi multipla di Inghilterra, Italia, Stati Uniti, Francia, Australia e dalla Federazione internazionale sclerosi multipla, disponibile online in italiano sul sito www.aism.it. Il tutto è sintesi del meeting internazionale di consenso sulle cellule staminali che si è tenuto a Londra un anno fa, nel maggio 2009. Le linee guida del convegno sono state pubblicate alla vigilia della settimana nazionale (22-30 maggio) della sclerosi multipla promossa dall'Associazione italiana (Aism), che avranno il clou nella giornata mondiale del 26. A coordinare il gruppo di lavoro di Londra sono stati Gianvito Martino, del San Raffaele di Milano, membro del Comitato scientifico della Fism (Fondazione italiana sclerosi multipla), e Robin Franklin dell'università inglese di Cambridge.

Questa grave malattia cronica del sistema nervoso centrale, imprevedibile e invalidante, colpisce i giovani tra i 20 e i 30 anni e le donne nel pieno della loro vita. Le persone affette da sclerosi sono 60 mila in Italia e 2,5 milioni nel resto del mondo. Il suo costo sociale è considerevole: oltre 2 miliardi e 400 milioni di euro all'anno. Spiega Martino: «Occorreva fare chiarezza per accelerare l'accesso dei malati di sclerosi multipla agli studi scientifici sui possibili benefici del trapianto di staminali. E al contempo neutralizzare chi fa della speranza un business, attirando i pazienti in centri che propongono false cure basate sulle "cellule bambine"». Non solo. Obiettivo importante è anche quello di arrivare a coordinare l'attività dei laboratori di tutto il mondo. Il che significa: utilizzare al meglio i fondi, evitare doppioni e sprechi, arrivare prima a risultati che potrebbero «sdoganare» le staminali dalla fase sperimentale a quella di cura riconosciuta, efficace e sicura. E Martino conclude: «Al momento non si deve dichiarare che le cellule staminali sono una cura magica per la sclerosi multipla, ma si può dire che presto avranno un ruolo importante nel trattamento di questa malattia».

<<Il Corriere della Sera>>, 07-05-2010 (Press-IN anno II / n. 1128)

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"Fuga dal call center", esce il primo dvd italiano accessibile

Notizia n° 58   del: 06-05-2010 [12:39]   Autore: Riccardo

Audio-commento con informazioni aggiuntive per non vedenti e sottotitolatura integrata per non udenti: il film di Federico Rizzo in vendita dal 12 maggio.

ROMA - "Fuga dal call center" (per la regia di Federico Rizzo), è il primo film italiano che propone - in collaborazione con l'iniziativa culturale Cinema senza barriere un commento audio in traccia, grazie al quale i non vedenti riceveranno informazioni aggiuntive rispetto ai dialoghi del film (riuscendo così a cogliere stati d'animo, a capire le azioni, a vedere paesaggi e modalità di ripresa). Anche i non udenti potranno cogliere più sfumature all'interno del film, grazie alla sottotitolatura integrata con aspetti riguardanti le musiche, i suoni e i rumori. L'edizione è ricca anche di contenuti speciali: dal trailer, alle scene inedite e all'irrinunciabile backstage, cui si aggiungono le interviste ai precari - base documentale del film e il videoclip di Peppe Voltarelli, autore i alcuni brani ella colonna sonora assieme a Caparezza, Le Luci della Centrale Elettrica e i Tre Allegri Ragazzi Morti.

"Fuga dal call center" è una commedia sul precariato che diverte e commuove: rotagonista Gianfranco, giovane vulcanologo che ha previsto una catastrofica eruzione del Vesuvio, catapultato alla gioia di una laurea a pieni voti direttamente in un call center, mentre la fidanzata è costretta a lavorare in un telefono erotico per pagarsi gli studi. Una commedia romantica, ricca di humor, affresco di una generazione in bilico tra sogni e incertezze, incoscienza e paura del futuro. Distribuito da Officine Ubu in partnership con Sony Pictures H.E. e ispirato alle interviste realizzate a veri lavoratori precari dei call center in molte città italiane, il film gioca i toni del grottesco attraverso i volti ella comicità italiana lanciata al laboratorio televisivo di Zelig. Da Angelo Pisani del duo "Pali e Dispari" a Debora Villa - voce i punta i Radio Montecarlo, conosciuta ai più come "La Patty" della sit-com Camera Cafè - a Natalino Balasso. Preziosi il cammeo i Tatti Sanguineti e l'interpretazione i Paolo Pierobon (Vincitore Premio UBU 2008 come miglior attore non protagonista).

<<Redattore Sociale>> 05.05.2010 (Press-IN anno II/n.1100) 

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Nettuno diventa «smart» per i disabili

Notizia n° 57   del: 04-05-2010 [11:58]   Autore: Riccardo

Accordo per tre mesi di sperimentazione tra IBM e Comune di Nettuno: dati di accessibilità e percorsi resi disponibili ai disabili motori tramite telefonini

NETTUNO (RM) – La località di vacanza che da Nettuno, signore dei 7 mari, prende nome, presto aprirà le porte a una pacifica invasione di tecnologia: le informazioni che la riguardano più utili ai suoi abitanti o ai turisti con disabilità motoria e – in un secondo tempo – ai non vedenti giungeranno infatti agli interessati soprattutto attraverso i telefonini. È questo il succo di un accordo già stipulato dall’amministrazione cittadina e dalla multinazionale IBM e finalizzato a rendere la cittadina più accessibile.

SEMPRE CONNESSI, SEMPRE INFORMATI – Il sistema è semplice – si fa per dire – e consiste nel rendere immediatamente disponibili ai disabili notizie sull’accessibilità di uffici, ristoranti, negozi, stabilimenti balneari... e nel fornire indicazioni sui percorsi più agevoli per raggiungere questi luoghi: per averle basterà «navigare» tra le applicazioni installate su un cellulare di ultima generazione – i cosiddetti smartphone –, ovvero un apparecchio caratterizzato da un ampio display e che sempre più riunisce in sé le funzionalità di un computer, di un navigatore satellitare dotato di radiolocalizzatore Gps e di un normale telefono cellulare. Proprio pensando a questo tipo di apparecchi, IBM ha sviluppato anche per il paese del litorale laziale un cosiddetto «pilota» denominato «Act!» («Accesibility city tag database»), cioè un sistema software capace di individuare la posizione dell’utente e fornirgli in tempo reale – scaricandoli sul suo telefonino via «wifi» o «rete 3G» – i dati di percorso e accessibilità già immagazzinati: in questo modo sarà possibile conoscere la struttura d’interesse più vicina, segnarla su una mappa elettronica ed essere guidati per raggiungerla, ma anche contattarla direttamente via telefono e registrarla nella propria lista di destinazioni preferite. Non solo. «Act!» sarà anche in grado di recepire i suggerimenti, le correzioni e i riscontri che possono arrivare dai feedback trasmessi dalla persona in carrozzina che si muove per strada. Così il sistema tanto più sarà usato e tanto più potrà migliorare. Si tratta insomma una sorta di servizievole grande fratello orwelliano con cui interagire, un’applicazione scaricabile da Internet, personalizzabile in base alla propria disabilità e capace di attivarsi – se tale preferenza verrà impostata – non appena l’utente si avvicini ad un’area in cui è operativo il servizio (domani Nettuno, poi chissà...).

TRE MESI DI PROVA – Il software «pilota» è passato dalla fase di progetto a una sperimentazione lunga tre mesi in cui, oltre a proseguire la raccolta delle informazioni per la banca dati, l’applicazione – studiata attualmente solo per chi abbia disabilità motorie – sarà disponibile per i terminali dotati di sistema operativo Android. Per gli utenti più esperti sarà utile sapere che «Act!» è un’applicazione sviluppata sull’architettura «I’m Smart», supportata dall’IBM Innovaton Center di Milano e arricchita dall’innovativo sistema di traduzione «IBM n.fluent» come strumento automatico di traduzione multilingua. L’obiettivo della multinazionale dell’informatica è quello di raccogliere dati per ottimizzare processi, usabilità e accessibilità delle interfacce di «Act!» anche per i non vedenti, in vista di una successiva estensione del servizio sia ad altre piattaforme più diffuse (Apple i-Phone, Symbian, RIM) sia ad altre città che, avendo già raccolto anche parzialmente i dati, desiderassero offrire lo stesso tipo di opportunità ai propri cittadini e visitatori.

<<Corriere della sera>>, Corrado Fontana © riproduzione riservata

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L'erba del vicino è sempre più verde?

Notizia n° 56   del: 04-05-2010 [11:47]   Autore: Riccardo

Sappiamo tutto in fatto di politiche e previdenze per la disabilità in Italia, proviamo a confrontarle con alcune di quelle della Francia. Senza voler dir male di nessuno, consapevoli che è difficile essere esaustivi, mettere seriamente sulla bilancia criteri e realtà diversi. Un esercizio utile, forse, per suscitare questioni.

L'Istat (attraverso il sito disabilitaincifre) indica una stima complessiva in Italia di poco meno di 2 milioni 800mila persone con disabilità. Un'altra inchiesta Istat indica, invece che le persone che manifestano una "apprezzabile difficoltà nello svolgimento di almeno una funzione essenziale della vita quotidiana" sono "6 milioni 606mila persone, pari al 12% della popolazione, che vive in famiglia, di età superiore ai 6 anni", senza sapere quante siano "le persone che, soffrendo di una qualche forma di disabilità non fisica ma mentale, sono in grado di svolgere tali attività essenziali".

Le stime della Francia indicano 12 milioni di persone con disabilità, divise in sette diverse categorie. Conosciamo le quote del sostegno economico alla disabilità in Italia, di cui beneficiano 2 milioni 600mila persone. In Francia, ammontano a 696,63 euro al mese, arriveranno a 711,95 a settembre e alcune associazioni le ritengono insufficienti poiché la stima ufficiale della soglia di povertà è di 900 euro. Sono 720 mila le persone che beneficiano di questi contributi e, recentemente, si è scoperto una quota di falsi invalidi di 120 mila persone.

All'interno di un regime di integrazione scolastica che si sta avvicinando al modello italiano, con alunni con disabilità nel circuito ordinario dell'istruzione, e con scuole differenziali per disabilità gravi, il quotidiano francese "Le parisien" indicava in prima pagina uno scandalo. 13mila bambini e ragazzi con meno di vent'anni obbligati a restare a casa: troppo disabili per il circuito ordinario, pochi i posti nelle scuole specializzate.

da superabile.it (Blog di Matteo Schianchi, pubblicato il 26/04/2010 )

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PROVINCIA DI TRIESTE: PRESENTATI PRESSO IL CENTRO PER L’IMPIEGO GLI OPUSCOLI INFORMATIVI IN CARATTERI BRAILLE

Notizia n° 55   del: 23-04-2010 [13:00]   Autore: Riccardo

L’Assessore alle Politiche attive del lavoro Adele Pino ha presentato oggi presso il Centro per l’Impiego e alla presenza del Presidente della Consulta provinciale Disabili, Vincenzo Zoccano, la brochure “Disabili e lavoro” trascritta in braille che reca informazioni utili sui servizi e sugli strumenti per l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità. L’opuscolo è una guida sintetica che spiega nel dettaglio i servizi offerti alle persone diversamente abili dal Centro per l’impiego provinciale, dall’iscrizione al collocamento mirato, all’attivazione di tirocini formativi volti all’assunzione e finalizzati all’acquisizione di competenze con incentivo economico, al rimborso spese e alla copertura sanitaria a carico della provincia, fino all’inserimento lavorativo assicurando inoltre un importante servizio di incrocio domanda/offerta di lavoro. “È la prima volta - ha dichiarato l’assessore Adele Pino – che nella Regione Friuli Venezia Giulia viene realizzata una simile iniziativa, specificamente indirizzata ai disabili sensoriali”. “Sono perciò particolarmente soddisfatta – ha proseguito Adele Pino - di quest’iniziativa che abbiamo messo in campo allo scopo di favorire l’inclusione sociale e la promozione dell’occupazione, accogliendo il suggerimento delle associazioni dei disabili”. “In Italia – ha dichiarato Vincenzo Zoccano - i disabili sono 2 milioni, a Trieste 5 mila pertanto le politiche di disabilità – ha proseguito Zoccano - sono necessarie per garantire l’omogeneità delle risposte nel nostro territorio”. “Questa è una delle molteplici iniziative - ha aggiunto il Presidente della Consulta Provinciale Disabili - realizzate nell’ambito del Protocollo d’Intesa firmato con la Provincia e ringraziamo l‘Assessore Pino per la sensibilità che ha sempre dimostrato verso le nostre proposte”. Il particolare tipo di scrittura, oggi universalmente utilizzata dalle persone non vedenti, è stata inventata dal Professore francese Louis Braille (1809-1852). “Quest'anno quindi sono 201 anni dalla nascita del suo inventore che con la sua opera – ha concluso Zoccano – ha permesso che le persone non vedenti dai livelli sociali più bassi, perché analfabeti, potessero arrivare alle cattedre universitarie”. L’incontro sarà occasione utile per la distribuzione delle brochure “Disabili e lavoro” trascritta in braille all’Unione Ciechi, al SIIL – Servizio di Integrazione e Inserimento Lavorativo, all’URP regionale, di Trieste e degli altri comuni, alle scuole superiori a all’Università degli Studi di Trieste. Alla presentazione della brochure trascritta in braille “Disabili e lavoro” ha partecipato anche il Presidente della sezione triestina dell'Unione Italiana Ciechi Hubert Perfler.

Trieste, 15 aprile 2010

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