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Disabili, il collocamento è blindato. Firmato il decreto

Notizia n° 64   del: 07-01-2011 [14:52]   Autore: Redazione
ROMA. Rincarano le sanzioni in materia di collocamento obbligatorio (assunzioni disabili). L'aumento è del 9,8%, pari alla variazione dell'indice Istat registrato nel periodo tra gennaio 2005 e gennaio 2010. Pertanto, ritardare di un solo giorno l'invio del prospetto annuale costerà al datore di lavoro, privato o pubblico, una multa di 665,87 euro; 59,24 euro in più rispetto agli attuali 606,63 euro. A fissare le nuove misure è il decreto firmato dal ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, il 15 dicembre scorso ed in corso di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Il provvedimento attua per la seconda volta quanto previsto dalla legge n. 68/1999 in materia di aggiornamento delle sanzioni amministrative. Collocamento obbligatorio. L'operazione di aggiornamento delle sanzioni interessa alcuni degli adempimenti sul collocamento obbligatorio, disciplina dettata dalla legge n. 68/1999. In particolare, l'articolo 15 regolamenta due distinte ipotesi sanzionatorie: la prima concerne il ritardato invio del prospetto riepilogativo annuale introdotto dall'articolo 9, comma 6, della medesima legge; la seconda riguarda la mancata copertura della quota d'obbligo, ossia la mancata assunzione di soggetti disabili, per cause imputabili ai datori di lavoro, in presenza di «scoperture» della quota di riserva prevista sempre della stessa legge. L'operazione di aggiornamento deriva dalle previsioni del comma 5, dell'articolo 15 che, appunto, stabilisce che le misure delle sanzioni vengano adeguate ogni cinque anni, con apposito decreto del ministro del lavoro. Gli adempimenti e le sanzioni. Gli adempimenti cui si riferisce l'aggiornamento delle sanzioni interessata tutti i datori di lavoro, sia pubblici che privati. Gli adempimenti sono stati modificati dalla legge n. 133/2008 (conversione del dl n. 112/2008); Adesso infatti, sono obbligati all'invio telematico del prospetto informativo quei datori di lavoro che occupano a livello nazionale almeno 15 dipendenti costituenti la base di computo «per i quali siano intervenute modifiche nella situazione occupazionale tali da modificare l'obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello dell'invio del prospetto». Al contrario, se rispetto all'ultimo prospetto annuale inviato non si sono verificati cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l'obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, i datori di lavoro non sono più tenuti a trasmettere il prospetto informativo. L'aggiornamento delle sanzioni. I datori di lavoro, pubblici e privati, che non adempiono nei termini all'invio del prospetto annuale sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari (oggi) a 578,43 euro, maggiorata di euro 28,02 per ogni giorno di ulteriore ritardo. A seguito della pubblicazione del dm in esame, la nuova misura verrà a determinarsi in euro 635,11 mentre la maggiorazione varrà euro 30,76. I medesimi soggetti, trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l'obbligo di assumere soggetti che siano appartenenti alle categorie protette (la quota di riserva), per ogni giorno lavorativa durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili al datore di lavoro, la quota d'obbligo, sono tenuti al versamento, a titolo di sanzione amministrativa, di una somma parti a euro 57,17 al giorno per ogni lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata. La nuova misura verrà a fissarsi in euro 62,77. Si ricorda che le sanzioni amministrative sono disposte dalle direzioni provinciali del lavoro (dpl) territorialmente competenti; che i datori di lavoro possono essere ammessi al pagamento della sanzione in misura ridotta; e che i relativi introiti sono destinati al fondo per l'occupazione dei disabili, istituito a livello regionale per il finanziamento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi servizi.
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L'Ue ratifica ufficialmente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

Notizia n° 63   del: 07-01-2011 [14:48]   Autore: Redazione
Per la prima volta l'Unione europea diventa parte contraente nel suo insieme di un trattato sui diritti umani. All'appello, però, mancano ancora 11 Paesi membri, ma per lo European Disability Forum si tratta di una "ratifica storica" ROMA. L'Unione europea ha ufficialmente ratificato la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità lo scorso 23 dicembre. A darne notizia è lo European disability forum (Edf) che spiega come per la prima volta l'Unione europea diventa nel suo insieme parte contraente di un trattato generale sui diritti umani. Un risultato raggiunto anche grazie all'impegno dello stesso Forum che definisce la conferma dello scorso dicembre una "ratifica storica che segna un passo in avanti nel rispetto dei diritti delle persone disabili e che contribuirà a migliorare la vita di 80 milioni di persone con disabilità in Europa". Ad oggi, però, la Convenzione non è stata ancora ratificata da tutti i paesi dell'Ue. All'appello mancano ancora 11 Paesi membri su 27, ma per il Forum la ratifica rappresenta un risultato che contribuirà a favorire il rispetto dei diritti umani per tutti gli europei e farà in modo che la disabilità salga in cima all'agenda dei diritti umani. "Non è soltanto un importante passo nella storia dell'Unione europea - ha sottolineato Yannis Vardakastanis, presidente dell'European Disability Forum -, ma anche l'invio di un segnale positivo per i suoi Stati membri che non hanno ancora ratificato la Convenzione: è giunto il momento di impegnarsi per i diritti delle persone con disabilità". Ruolo chiave per la ratifica, spiega il Forum, quello della Presidenza belga, mentre ora toccherà alla futura presidenza ungherese lavorare per l'attuazione nei primi mesi del 2011. Per garantire il successo della ratifica, però, occorrerà ora passare dalle parole ai fatti. I Paesi che hanno ratificato la Convenzione dovranno ora garantirne l'attuazione e l'implementazione delle politiche attraverso l'istituzione di focal point'. A livello europeo, invece, il Forum ha esortato l'Unione europea affinché l'incarico venga affidato al Segretariato generale della Commissione europea "poiché garantire che i diritti delle persone disabili è una questione centrale in tutti gli aspetti della politica Unione". In secondo luogo, il Forum sottolinea l'importanza del coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nell'attuazione del trattato. Tutte le istituzioni dell'Unione europea, spiega il Forum, dovranno ora sostenere i valori della Convenzione in tutte le politiche di loro competenza.
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Indennità di accompagnamento, Fish: "No agli attacchi indiscriminati"

Notizia n° 62   del: 20-05-2010 [10:52]   Autore: Riccardo

ROMA. Contrarietà ad ogni l'attacco indiscriminato alle indennità di accompagnamento, che nel caso di molte persone con disabilità rappresenta "uno strumento minimo di inclusione sociale": così la Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap) commenta le notizie circa l'intenzione del governo di varare, nell'ambito della manovra anticrisi, un provvedimento che dando una ulteriore "stretta" alle pensioni di invalidità intenderebbe anche legare l'importo dell'indennità di accompagnamento al reddito percepito. La Federazione esprime preoccupazione per il taglio " nei confronti di quella che, tuttora, rappresenta l'unica forma certa di sistema assistenziale in Italia".

"In un quadro nazionale dove l'assenza di servizi è un dato oggettivo afferma Pietro Barbieri, presidente della Fish i circa 470 euro mensili dell'indennità di accompagnamento, sono la sola assistenza su cui può contare una persona con disabilità: questi fondi, in molti casi, coprono parte di un bisogno assistenziale che può richiedere, per una adeguata presa in carico, fino due o tremila euro al mese. Di conseguenza sono le famiglie, già oggi, a farsi carico dell'assistenza. Sottrarre reddito in questo ambito, - spiega Barbieri - significherebbe non riconoscere come ci sia un bisogno assistenziale in Italia".

La Fish sottolinea che grande risalto hanno avuto nelle ultime ore i dati che testimoniano un significativo aumento di persone che beneficiano dell'accompagnamento, ma che "minore attenzione è stata prestata all'evidenza che ciò sia dovuto soprattutto al progressivo invecchiamento della popolazione". "Nel caso di persone con disabilità dalla nascita, o che hanno riportato una disabilità in età scolastica o lavorativa, è bene ribadire si legge nella nota - come l'indennità di accompagnamento rappresenti uno strumento minimo per l'inclusione sociale. Senza di questa, moltissime persone sarebbero a serio rischio di segregazione, in casa, o in istituto".

"Rifiutiamo categoricamente ogni attacco indiscriminato alle indennità accompagnamento precisa Barbieri - e su questo tema, la Federazione è pronta a valutare tutte azioni necessarie a contrastare una misura che andrebbe ad incidere, pesantemente, sulle vite di persone le quali quotidianamente affrontano discriminazioni e violazioni dei loro diritti". Il timore è che, a dispetto dei moniti dell'associazionismo europeo (di pochi giorni fa l'invito dell'European Disability Forum perché non siano le persone più deboli a pagare le conseguenze più grandi della crisi economica), e a dispetto di quanto auspicato dallo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "si sta concretizzando il timore che siano proprio le persone con disabilità a pagare per gli effetti della crisi". "Una crisi reale conclude la nota - rispetto alla quale, la Federazione è tuttavia disposta ad un confronto serio sui provvedimenti da porre in atto; a cominciare da un'analisi degli sprechi e delle reali inappropriatezze negli interventi destinati alle persone con disabilità".

<<Redattore sociale> > 18.05.2010 (Press-IN anno II/n.1267)

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Ci risiamo: ancora i «falsi invalidi», mentre quelli veri sono in ginocchio...

Notizia n° 61   del: 20-05-2010 [10:44]   Autore: Riccardo

Si agisce (o meglio, si parla) sotto la spinta della crisi economica e mentre si continua ad agitare lo "spettro furbesco dei falsi invalidi", il mondo della disabilità, quella vera, è messo in ginocchio. E così, senza giri di parole, in vista di una manovra finanziaria di tagli e sacrifici, si pensa di legare al reddito l'indennità di accompagnamento (480 euro e spiccioli), una somma, è bene ricordarlo, che serve appena a compensare le spese della vita quotidiana. Nessuno, invece, si preoccupa mai, in tempi non sospetti, di mettere mano seriamente ai criteri di certificazione dell'invalidità...

Ci risiamo. Si avvicina una manovra finanziaria di tagli e sacrifici e il Governo (stavolta con la voce e la faccia del ministro Brunetta) ritira fuori la "sforbiciata" alle pensioni di invalidità, troppe e male assegnate. I dati forniti ai giornalisti economici (di questo tema si occupano stranamente solo loro, non gli esperti di welfare) sono tali da indurre esecrazione e disgusto nell'opinione pubblica: 16 miliardi l'anno per pensioni e assegni di invalidità, una platea di 2 milioni e 700.000 cittadini, un punto del PIL. Insomma, chi non sarebbe d'accordo su un secco ridimensionamento di questi "privilegi"?

E così, senza giri di parole, stavolta si pensa seriamente di legare, ad esempio, l'indennità di accompagnamento (480,47 euro al mese per gli invalidi civili) al reddito. Quale reddito? Non si sa. Familiare o personale? Non si dice. Da quando? Boh. Non so se ce la faranno, perché questo è un tormentone di ogni legislatura, di ogni governo. Nessuno si preoccupa, in tempi non sospetti, di mettere mano seriamente ai criteri di certificazione dell'invalidità. Lì si dovrebbe intervenire, lo sanno tutti. E invece si agita lo "spettro furbesco dei falsi invalidi". Nessuno però dice, ad esempio, che attualmente tutti i para-tetraplegici con invalidità certificata del 100% hanno (giustamente) diritto all'indennità di accompagnamento, mentre la misera pensione (256,67 euro al mese) salta se c'è un lavoro...

Un sistema più equo potrebbe prevedere misure economiche assai più forti per chi è davvero non autosufficiente e ha bisogno di assistenza continua. Ma per fare questo bisogna mettersi seduti con calma, studiare bene la questione, legiferare solo dopo aver pensato. Si agisce (o meglio, si parla) sotto la spinta della crisi economica, e il mondo della disabilità, quella vera, è messo in ginocchio: non solo non vedrà aumentare le misere pensioni, ma si vedrà togliere (se mai accadrà) una somma che serve appena a compensare le spese della vita quotidiana (colf, trasporti, mobilità personale). A me sembra una vergogna. E spero vivamente che non se ne faccia nulla.

Franco Bomprezzi (Press-IN anno II/n.1277, Superando.it 18.05.2010)

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Ultimo commento di: Luciano, del: 06-08-2010 ore 18:01

Assemblea elettiva del C.U.P.H. (Consulta Provinciale delle Associazioni dei Disabili) di Trieste

Notizia n° 60   del: 10-05-2010 [10:20]   Autore: Riccardo

Ha avuto luogo venerdì 7 maggio l'Assemblea elettiva del C.U.P.H., Consulta Provinciale delle Associazioni dei Disabili di Trieste. La seduta si è tenuta nell'aula Magna dell'Istituto Regionale Per i Ciechi Rittmeyer di Trieste, in V.le Miramare, 119. Presenti gli Assessori alle Politiche Attive del Lavoro della Provincia di Trieste Adele Pino, alla Protezione e Promozione sociale del Comune di Trieste Carlo Grilli e alle Politiche sociali del Comune di Muggia Giorgio Kosic. L'Assemblea ha riconfermato Vincenzo Zoccano quale presidente dell'organismo. Nella relazione approvata dall'Assemblea, Zoccano ha sottolineato l'importanza dei rapporti istituzionali che il Coordinamento detiene con gli enti locali, i quali riconoscono autorevolezza al C.U.P.H., che, nell'ambito dell'imminente riforma statutaria del Organismo, diverrà "Consulta Provinciale delle Associazioni dei Disabili di Trieste". Il neo confermato Presidente si è poi soffermato sull'importanza della "politica del fare", abbandonando le logiche di contrapposizione e lotta, che non sono più "punti di forza, ma segni di debolezza". Occorre una politica di rilancio basata prevalentemente sulla concertazione, sulla negoziazione e mediazione; elementi questi fondamentali per garantire risposte efficaci alle esigenze della disabilità. Tali esigenze infatti sono direttamente correlate all'eliminazione dello stigma verso la persona con disabilità, che deve necessariamente essere vista come risorsa e non più come un disagio per la collettività. Zoccano, anche Vicepresidente della Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili del Friuli-Venezia -Giulia, ha concluso: "Tanto lavoro resta ancora da fare, lavoreremo con l'aiuto di tutti per costruire un futuro più sereno e meno ostile alle persone con disabilità, perseguendo azioni volte a favorire l'inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità, accanto ad iniziative di promozione e sensibilizzazione anche verso le famiglie di persone con disabilità, favorendo provvedimenti atti ad alleggerire, per quanto possibile, il carico economico e non solo, che ogni giorno le famiglie sopportano, anche se amorevolmente, verso i propri cari in condizione di disabilità fisica, psichica o sensoriale."

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Ultimo commento di: Luciano, del: 28-08-2010 ore 11:53