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Falsi invalidi, l'Inps disponibile ad aprire un tavolo con la UIC

Notizia n° 79   del: 10-02-2011 [19:16]   Autore: Redazione
Redattore Sociale del 10-02-2011 Falsi invalidi, l'Inps disponibile ad aprire un tavolo con la UIC La posizione dell'Istituto espressa da Massimo Piccioni, presidente della Commissione medica superiore in merito alle critiche rivolte dall'Unione italiana ciechi. Nessuna ammissione di responsabilità, se non in alcuni "casi isolati" ROMA. Disponibilità dell'Inps ad aprire un tavolo con la Uic per risolvere il problema delle visita per l'accertamento dell'invalidità, ma nessuna ammissione di responsabilità se non in alcuni "casi isolati". La posizione dell'Istituto è stata espressa questa mattina da Massimo Piccioni, presidente della Commissione medica superiore dell'Inps, nell'incontro voluto dalla Uic. Piccioni, dopo avere sottolineato la professionalità dei medici e ricordato che nel 2010 l'Inps ha erogato prestazioni per 63mila ciechi totali e 79mila ciechi parziali, ha spiegato che la necessità delle verifiche nasce da un problema legato al mancato invio da parte delle Asl della certificazione dell'invalidità del paziente. "Nel 2009 è arrivato il decreto che prevedeva le verifiche, abbiamo fatto una richiesta alle Asl per la trasmissione dei fascicoli sanitari, ma su 200 mila soggetti interessati abbiamo ricevuto solo il 9% dei fascicoli. In assenza di altra documentazione l'Inps ha dovuto quindi chiamare a visita i pazienti. Nella lettera - aggiunge Piccioni - era spiegato che se i soggetti erano in una condizione che prevedeva l'esonero dovevano solo trasmettere la loro documentazione all'Istituto. In questo modo "un quarto dei soggetti, pari a 55mila persone, sono stati esonerati". Il presidente della Commissione medica ha poi ribadito che nel 2010 la situazione non è cambiata, nonostante l'Inps abbia chiesto non solo alle Asl ma anche ai pazienti di inviare il loro fascicolo. Per il futuro si dice quindi pronto ad "aprire un tavolo tecnico permanente per individuare i criteri del campione da sottoporre alle visite". Secondo Piccioni, inoltre, nelle commissioni che si occupano dei controlli per la sussistenza e la permanenza dell'invalidità, deve essere presente non solo un medico legale e un oculista (nel caso dei ciechi e ipovedenti) ma anche un medico della Uic. Per quanto riguarda invece il Pev, un esame particolarmente invasivo, esso deve essere sottoposto al paziente "sono in casi eccezionali o particolari". Girolamo Pastorello, dell'agenzia delle Entrate è invece intervenuto sul problema della sospensione del beneficio economico fino alla verifica dell'invalidità. "Se il sistema non riceve la certificazione della permanenza dell'invalidità la sospensione è automatica - ha spiegato -. Stiamo cercando di intervenire anticipando la chiamata per la visita a 60 giorni". (ec)
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Un sistema per facilitare ai non vedenti la visita degli spazi culturali

Notizia n° 78   del: 04-02-2011 [09:40]   Autore: Redazione
Press-IN anno III / n. 345 Superando.it del 03-02-2011 Un sistema per facilitare ai non vedenti la visita degli spazi culturali Si chiama SeSaMoNet ed è un innovativo sistema tecnologico, ideato con lo scopo di guidare le persone non vedenti all'interno di percorsi dalla grande rilevanza culturale, fornendo loro informazioni e descrizioni dettagliate su tutto quello che le circonda e assicurando al contempo la possibilità di muoversi in autonomia e sicurezza, fruendo di avvisi sulla posizione all'interno del percorso e di indicazioni sul tragitto. Tra i primi luoghi d'arte in Italia a dotarsene è stato, recentemente, il Museo dell'Opera di Parma Si chiama SeSaMoNet - acronimo di Secure and Safe Mobility Network - ed è un innovativo sistema che guiderà le persone non vedenti, installato lungo tutto il percorso del celebre Museo dell'Opera di Parma, presso la Casa della Musica. «Questo sistema di guida e di navigazione per non vedenti - ha dichiarato durante la presentazione del dicembre scorso Giovanni Paolo Bernini, assessore comunale di Parma all'Agenzia per le Politiche a favore dei Disabili - dimostra quanto la tecnologia possa essere efficace nei servizi che favoriscono l'accessibilità. In tal senso la nostra Amministrazione Comunale si sta segnalando per varie importanti iniziative e intende continuare in questo impegno, tenendo conto che alcuni servizi si riveleranno sempre più utili anche per molti altri cittadini, visto il progressivo invecchiamento della popolazione italiana». Il Museo dell'Opera di Parma ripercorre quattro secoli di storia del teatro d'opera, attraverso i temi, i luoghi e i protagonisti che ne hanno segnato il cammino dalle origini fino ai giorni nostri. La struttura si rivolge a un pubblico ampio - dal semplice appassionato allo studente e allo specialista - integrando l'esposizione di documenti del passato (oggetti, manifesti, fotografie) in gran parte provenienti dall'Archivio Storico del Teatro Regio. Oggi, dunque, è proprio il Museo dell'Opera tra i primi luoghi d'arte in Italia a sperimentare l'innovativo sistema SeSaMoNet, nell'ambito del Progetto WiMove (nato all'interno del Programma Elisa lanciato dal PORE - Progetto Opportunità delle Regioni in Europa), che ha come obiettivo quello di di creare servizi di infomobilità, di logistica cittadina e per il turismo. In questo modo un importante spazio culturale diventa ancor più accessibile, migliorando la qualità della vita delle persone non vedenti e ipovedenti che d’ora in poi potranno visitare il museo e ammirarne l’esposizione, grazie a un dispositivo di ultima generazione basato sulla tecnologia Rfid (Identificazione per Radio Frequenza). Ma come funziona SeSaMoNet? Il visitatore non vedente o ipovedente viene fornito all'ingresso del museo di uno speciale bastone con un lettore Rfid all'interno - un'antenna in grado di rilevare degli speciali "chip" a distanza - di uno smartphone e di un auricolare. Il percorso si snoda poi lungo un corridoio-guida, una pedana in metacrilato sotto la quale i "chip" inviano il segnale di posizione al bastone. Il telefono, collegato al bastone via bluetooth, recupera - tramite un'applicazione di gestione - i dati associati al chip letto, fornendo informazioni sul luogo: una voce all'auricolare illustrerà al visitatore ciò che lo circonda. In generale, l'obiettivo di SeSaMoNet è chiaramente quello di guidare le persone non vedenti all'interno di percorsi dalla grande rilevanza culturale, fornendo loro informazioni e descrizioni dettagliate su tutto quello che le circonda e assicurando loro al contempo la possibilità di muoversi in autonomia e sicurezza, fruendo di avvisi sulla posizione all'interno del percorso e di indicazioni sul tragitto. La flessibilità del sistema consente inoltre di sfruttarlo in diversi contesti, sia all'aperto - per favorire passeggiate naturalistiche o l'esplorazione di siti archeologici - sia al chiuso, come eccellente alternativa alle audioguide per musei, con il vantaggio competitivo di essere completamente modificabile in base al contesto di utilizzo, senza l'obbligo di dover registrare vocalmente le informazioni, ma con la consapevolezza di dover semplicemente mettere mano a un file di testo, per modificarlo a seconda delle esigenze. SeSaMoNet è un brevetto della Commissione Europea, sviluppato dall’Institute for Protection and Security of the Citizen (IPSC) del Joint Research Centre di Ispra (Varese), con la collaborazione del CATTID (Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza) dell'Università La Sapienza di Roma. (B.S.) Per ulteriori informazioni: Servizio Politiche per i Disabili del Comune di Parma (Benedetta Squarcia), tel. 0521 21 80 12, b.squarcia@comune.parma.it.
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Assessorato alla disabilità: un sogno che si avvera???

Notizia n° 77   del: 03-02-2011 [19:19]   Autore: Redazione
assessorato alla disabilità: un sogno che si avvera??? pubblicata da Vincenzo Zoccano il giorno mercoledì 2 febbraio 2011 alle ore 13.53 Tempo fa, ho espresso pubblicamente, durante un'intervista rilasciata ad un' emittente televisiva locale, il mio sogno , il mio desiderio che è anche quello di centinaia di famiglie di persone con disabilità, di poter finalmente avere un assessorato in Comune, con delega alla Disabilità. Assieme al Sociale, sarebbe così accumunato un modo di pensare, e soprattutto di agire nei confronti di chi patisce ogni giorno problemi di ogni genere causati dalla mancanza di pari opportunità, di accessibilità, di vita in comune, con gli altri ,assieme agli altri. Per la prima volta, ho sentito un politico parlare chiaro in questo senso, con la volontà di agire concretamente. Presentando il suo programma per le prossime Elezioni Comunali, Franco Bandelli ha esplicitamente indicato nei suoi progetti, una delega dedicata ai problemi di chi è costretto su una sedia a rotelle, a chi soffre per disabilità fisica, psichica e sensoriale. IO plaudo a questa iniziativa, e spero che il tutto possa arrivare a buon fine, per migliorare la qualità di vita nella nostra città, sempre tenendo ben presente il concetto secondo il quale, dove vive bene un disabile, vivono meglio TUTTI!
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Permessi lavorativi: sospensioni in arrivo

Notizia n° 76   del: 01-02-2011 [18:03]   Autore: Redazione
Permessi lavorativi: sospensioni in arrivo (di Carlo Giacobini) Dopo le modificazioni della Legge 104/1992, in materia di permessi lavorativi, l’INPS mette in moto i propri controlli per verificare se quei benefici siano conformi o meno alle nuove disposizioni. Nel frattempo l'Istituto che assicura gran parte dei dipendenti del settore privato, sospende il pagamento dei permessi lavorativi "dubbi". Ci attendono settimane di ulteriore "agitazione" e disorientamento: da parte dei prossimi molti lavoratori che fruiscono dei permessi lavorativi i quali riceveranno una lettera dall'INPS con la richiesta di chiarimenti rispetto al beneficio di cui godono. Quest'ultimo, nel frattempo, viene sospeso. Bisognerà rispondere entro il 31 marzo. Questi controlli riguardano gli assicurati INPS (gran parte dei dipendenti del settore privato), ma analoghe iniziative di controllo inizieranno anche nel comparto pubblico ad opera delle relative amministrazioni. Si tratta del primo effetto delle nuove disposizioni introdotte dall’articolo 24 della Legge 183 del 4 novembre scorso le cui conseguenti indicazioni operative giungono dall’INPS con il Messaggio 1740 (25 gennaio 2011). L’Istituto affronta in particolare i casi che, vista la nuova disciplina, potrebbero non aver più diritto ai permessi lavorativi. Come si ricorderà, la Legge 183/10, che ha modificato l’articolo 33 della Legge 104/92, ha disposto, fra l’altro, che: - i permessi possono essere fruiti, oltre che dal coniuge o dai genitori, dai parenti o affini fino al secondo grado; - eccezionalmente i permessi possono essere fruiti dai parenti o affini di terzo grado nel caso in cui uno dei genitori o il coniuge della persona siano deceduti o mancati, oppure abbiano più di 65 anni di età, oppure siano essi stessi affetti da patologie invalidanti; - ad esclusione dei genitori, che possono fruire alternativamente dei permessi lavorativi, negli altri casi un solo lavoratore può accedere all’agevolazione (non è ammessa l’alternatività nemmeno in mesi diversi). Controlli E proprio la verifica di queste condizioni è l’oggetto dei controlli dell’INPS, che riguarderanno sicuramente tutti i casi in cui il grado di parentela o affinità sia del terzo grado o non sia stato indicato nelle domande già accettate e tutti i casi in cui i permessi siano fruiti, pur alternativamente, da parenti o affini che non siano i genitori. Ma attenzione: in attesa di completare i controlli, l'INPS sospende il pagamento del permessi. Il che significa che non se ne può più fruire. Se al termine dei controlli gli elementi inviati dal lavoratore sono sufficienti, la concessione dei permessi viene confermata (non se ne conoscono i tempi) e la fruizione degli stessi può riprendere. In caso contrario, il pagamento dei permessi da parte dell'INPS viene definitamente revocato. Lo stesso effetto è prodotto dal mancato invio della documentazione richiesta. In tutti questi casi l'INPS procede al recupero dei relativi pagamenti già effettuati o interviene sui conguagli all’azienda, dal 24 novembre 2010 alla data di comunicazione. Le successive azioni dell’Azienda sul lavoratore, non sono di interesse dell'INPS, ma è ovviamente da supporre che ciascuna Azienda tenterà di recuperare ciò che l’Istituto si è "ripreso", agendo sulla retribuzione o sulle ferie del lavoratore. Disagi gravi Come si può intuire i disagi per i lavoratori non sono di poco conto. Se rientrano fra gli aventi diritto anche in base alle nuove indicazioni, ben che vada rimarranno senza la possibilità di fruire dei permessi per qualche mese. Se non ne hanno diritto in forza delle nuove norme, si troveranno a “pagare” retroattivamente per i permessi “impropriamente” goduti. Il tutto solleva non pochi dubbi sulla legittimità del provvedimento dell'INPS che, come è facile intuire, causerà non pochi contenziosi. E crea anche non poca confusione. Lo sintetizza bene Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap): «Questa non è certo la millantata caccia ai furbi o ai fannulloni. Si applica male, in barba alle più elementari garanzie giuridiche, una norma nata peggio [Legge 183/10, NdR], incensata da roboanti proclami, ma che generato "un topolino morto". È completamente inadeguata sia a tutelare i disabili veri che a salvaguardare aziende e amministrazioni pubbliche. E a peggiorare il tutto adesso ci si mette pure l'INPS». Ad essere colpiti sono i soliti noti. Prosegue Barbieri: «I disagi e le ricadute sono su chi ha correttamente fruito, fino ad oggi, dei permessi lavorativi, non certo su chi ne gode in modo elusivo a danno dei reali beneficiari: le persone con disabilità. Vi ravvisiamo la stessa caotica logica demagogica, persecutoria e inconcludente, ispirata dal ministro Tremonti, adottata nella cosiddetta "caccia ai falsi invalidi". Chiederemo chiarimenti». La situazione sembra destinata a diventare rovente: ne seguiremo gli sviluppi.
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Controlli sui permessi lavorativi, Fish: "Logica persecutoria e inconcludente"

Notizia n° 75   del: 01-02-2011 [18:02]   Autore: Redazione
Redattore Sociale del 31-01-2011 Controlli sui permessi lavorativi, Fish: "Logica persecutoria e inconcludente" Emanate nuove disposizioni Inps per il controllo dei permessi per assistere un familiare disabile: secondo la Fish non hanno alcuna efficacia e causano disagi mettendo nel mirino non i furbi. Barbieri: "E' la stessa logica della caccia al falso invalido" ROMA. Pesanti disagi, permessi sospesi in via preventiva e rischio che a pagare non siano i "furbi", ma coloro che finora ne hanno usufruito in modo corretto. Nuovo allarme della Federazione italiana superamento handicap (Fish) sulle disposizioni attuate dall'Inps per controllare e verificare la fruizione dei permessi per i lavoratori che assistono un familiare con grave disabilità (legge 104/92). Regole che la Federazione critica aspramente, ravvisandovi "la stessa caotica logica demagogica, persecutoria e inconcludente adottata nella caccia ai falsi invalidi". Logica che ricorda la Fish era stata "ispirata dal ministro Tremonti". La Fish ricorda di aver chiesto, in tempi non sospetti, l'approvazione di norme chiare che impedissero furberie ed abusi nella fruizione dei permessi lavorativi e che tutelassero i veri beneficiari, cioè le persone con disabilità grave. La norma approvata è invece, secondo il presidente Pietro Barbieri, "inconcludente" e incapace di tutelare i disabili. Con l'aggravante che "oltre al danno ora c'è pure la beffa e lo spregio alle minime garanzie giuridiche". L'Inps ha diramato nei giorni scorsi le indicazioni operative (Messaggio 1740 del 25 gennaio 2011) per l'applicazione delle disposizioni contenute nel Collegato Lavoro in materia di permessi ai lavoratori (ex Legge 104/1992) che assistono un familiare con grave disabilità. Nel messaggio si prevede che entro il 31 marzo, dopo aver ricevuto una specifica comunicazione Inps, molti lavoratori forniscano precisazioni circa la fruizione dei permessi lavorativi. Nel mirino afferma la Fish ci sono i casi dubbi che però "non sono i furbi ma semplicemente i lavoratori che, forse, dopo l'approvazione della Legge 183 del 4 novembre 2010, non hanno più i requisiti per fruirne. Un controllo che, oltre che dovuto, sembrerebbe corretto". La questione cruciale messa in risalto dalla Fish è che, mentre si attendono le controprove dagli interessati, i permessi vengono sospesi e ne viene data comunicazione al lavoratore e al datore di lavoro. Il che, a parte l'esito finale (che secondo la Fish vedrà la conferma della stragrande maggioranza dei permessi proprio a causa dell'incredibile gamma di eccezioni previste dal Legislatore) comporta il fatto che "viene leso con la sospensione preventiva un principio di garanzia". Inoltre, "nei casi in cui gli elementi non siano sufficienti a confermare la concessione dei permessi, il relativo pagamento da parte dell'Inps viene definitamente revocato" e "lo stesso effetto è prodotto dal mancato invio della documentazione richiesta". In questi casi l'Inps procede al recupero dei relativi pagamenti già effettuati o interviene sui conguagli all'azienda, dal 24 novembre 2010 alla data di comunicazione. "Come si può intuire afferma una nota della Fish - i disagi per i lavoratori non sono di poco conto: se rientrano fra gli eventi diritto anche in base alle nuove indicazioni, ben che vada rimarranno senza la possibilità di fruire dei permessi per qualche mese. Se non ne hanno diritto in forza delle nuove disposizioni, si troveranno a "pagare" retroattivamente". "I disagi e le ricadute accusa Pietro Barbieri - sono su chi ha correttamente fruito, fino ad oggi, dei permessi lavorativi, non certo su chi ne gode in modo elusivo a danno dei reali beneficiari: le persone con disabilità. Vi ravvisiamo la stessa caotica logica demagogica, persecutoria e inconcludente, ispirata dal Ministro Tremonti, adottata nella caccia ai falsi invalidi. E su questo chiederemo chiarimenti".
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