Legge Regionale Friuli Venezia Giulia del 25/09/1996 n° 41



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Legge Legge Regionale Friuli Venezia Giulia del 25/09/1996 n° 41
Norme per l'integrazione dei servizi e degli interventi sociali e sanitari a
favore delle persone handicappate ed attuazione della legge 5 febbraio 1992, n.
104 «Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle
persone handicappat
Art. n. 1
Titolo Articolo: Finalità.
Testo: 1. La Regione Friuli-Venezia Giulia garantisce il pieno rispetto della
dignità e il diritto all'autonomia delle persone handicappate, riconoscendo e
valorizzando la solidarietà sociale; promuove in favore delle medesime
un'offerta di servizi coordinati e integrati ed assicura, nel territorio,
livelli uniformi di assistenza, salvaguardando altresì il diritto di scelta dei
servizi ritenuti più idonei, anche in attuazione della legge 5 febbraio 1992, n.
104.



Art. n. 2
Titolo Articolo: Obiettivi.
Testo: 1. Le finalità di cui all'articolo 1, nel riconoscimento della centralità
della persona e del nucleo familiare di appartenenza, sono realizzate attraverso
il perseguimento dei seguenti obiettivi, preordinati a costituire una rete di
servizi atta a fornire risposte flessibili alla molteplicità dei bisogni dei
soggetti portatori di handicap:

a) il riassetto istituzionale ed organizzativo dei servizi;

b) il coordinamento e l'integrazione degli interventi;

c) il raccordo tra i soggetti di cui all'articolo 3;

d) la razionalizzazione della spesa complessiva e la gestione coordinata delle
risorse disponibili.




Art. n. 3
Titolo Articolo: Soggetti degli interventi.
Testo: 1. Alla realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 2, concorrono,
nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa vigente, i
seguenti soggetti:

a) la Regione;

b) le province;

c) i comuni singoli o associati;

d) le Aziende per i servizi sanitari;

e) le Aziende ospedaliere regionali;

f) gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;

g) le università;

h) le istituzioni scolastiche;

i) le strutture sanitarie private accreditate ai sensi dell'articolo 8 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, con
particolare riguardo ai centri di riabilitazione convenzionati ai sensi
dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

l) i soggetti privati operanti senza fini di lucro nel settore dell'handicap,
ivi comprese le organizzazioni e le cooperative che non ripartiscono utili,
nonché i soggetti che gestiscono centri ed istituti specializzati, rispondenti
al bisogno di residenzialità, centri socio-riabilitativi ed educativi diurni e
soluzioni abitative protette;

m) le associazioni di volontariato iscritte nel registro di cui all'articolo 6
della legge regionale 20 febbraio 1995, n. 12, come modificato dall'articolo 6
della legge regionale 6 novembre 1995, n. 42.

2. Per il medesimo fine collaborano direttamente, ovvero tramite le associazioni
rappresentative, le famiglie delle persone handicappate e i singoli cittadini
che si attivano, in tale campo, volontariamente e senza fini di lucro.




Art. n. 4
Titolo Articolo: Compiti della Regione.
Testo: 1. La Regione svolge compiti di promozione, programmazione, indirizzo e
coordinamento, nonché di vigilanza e verifica. In particolare:

a) determina, entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con
apposita direttiva, da intendersi quale strumento propedeutico alla
pianificazione integrata in materia socio-assistenziale e sanitaria, in analogia
a quanto previsto per i piani di intervento a medio termine di cui all'articolo
3, commi 4 e 5 della legge regionale 15 giugno 1993, n. 41, i criteri
organizzativi e gli standard dei servizi, affinché siano garantiti livelli
uniformi di assistenza alle persone handicappate;

b) promuove, per il perseguimento dell'integrazione tra i servizi
socio-assistenziali e sanitari, le intese di programma di cui all'articolo 4,
comma 1, della legge regionale 30 agosto 1994, n. 12, definendo, a tal fine, uno
schema di accordo-quadro coerente con le indicazioni della direttiva di cui alla
lettera a);

c) definisce le modalità per l'accreditamento delle strutture private facenti
capo ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera l), nonché i criteri
per il convenzionamento, volti ad assicurare, comunque, una considerazione
specifica delle strutture esistenti nel territorio regionale;

d) svolge le funzioni di vigilanza di cui all'articolo 7 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994 «Atto di indirizzo e coordinamento
relativo ai compiti delle Unità sanitarie locali in materia di alunni portatori
di handicap» e verifica il raggiungimento dell'uniformità dei livelli di
assistenza;

e) ripartisce i fondi previsti dalla presente legge e promuove la
razionalizzazione e l'uso coordinato di tutte le risorse impiegate nel settore,
anche attraverso l'incentivazione delle forme di gestione associata degli
interventi e dei servizi.




Art. n. 5
Titolo Articolo: Compiti delle province.
Testo: 1. Le province svolgono, in materia di tutela delle persone handicappate,
i compiti loro attribuiti dalla vigente normativa con riguardo, fra l'altro,
alla promozione delle iniziative previste dall'articolo 3 della legge regionale
27 ottobre 1994, n. 17.

2. Per il perseguimento degli obiettivi della presente legge, le province
svolgono i compiti di coordinamento e di programmazione attuativa relativi al
territorio di competenza, al fine di assicurare un'idonea dislocazione dei
presidi e dei servizi; possono partecipare ai consorzi di cui all'articolo 6,
comma 2, lettera b), nonché promuovere iniziative finalizzate alla
sperimentazione di modelli organizzativi innovativi e collaborano con
l'Amministrazione regionale nell'attività di vigilanza e di verifica.




Art. n. 6
Titolo Articolo: Compiti dei comuni.
Testo: 1. I comuni assicurano l'integrazione delle persone handicappate
nell'ambiente familiare e sociale di appartenenza tramite i servizi e gli
interventi rivolti alla generalità della popolazione e realizzano i seguenti
interventi e servizi di carattere specifico:

a) prestazioni inerenti il sostegno socio-assistenziale scolastico;

b) attività integrativa di valenza socio-educativa negli asili nido, nelle
scuole di ogni ordine e grado di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297, nonché in ambito extrascolastico;

c) attivazione e sostegno di modalità individuali di trasporto;

d) servizio di aiuto personale;

e) centri socio-riabilitativi ed educativi diurni per persone handicappate di
età compresa tra 14 e 35 anni;

f) centri socio-riabilitativi ed educativi diurni rivolti ad
ultratrentacinquenni con handicap stabilizzato, attivabili anche all'interno
delle strutture di cui alla lettera e);

g) soluzioni abitative protette alternative all'istituzionalizzazione;

h) centri residenziali per gravi e gravissimi;

i) attività volte ad assicurare l'inserimento lavorativo.

2. Per il raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge e, in
particolare, per quanto previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera e), la
Regione contribuisce al finanziamento degli interventi e dei servizi di cui al
comma 1, a condizione che gli stessi vengano realizzati con le seguenti modalità
e articolazioni territoriali:

a) per le fattispecie di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, negli ambiti
dei servizi sociali di base, in forma associata e mediante apposite integrazioni
delle convenzioni in atto;

b) per le fattispecie di cui alle lettere e), f), g) e h) del comma 1,
nell'ambito dell'Azienda per i servizi sanitari di competenza territoriale e
purché vi aderisca la maggioranza dei comuni dell'ambito, rappresentativi
altresì della maggioranza della popolazione ivi residente, mediante la forma
consortile di cui all'articolo 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive
modificazioni ed integrazioni o altra tra le forme associative e di cooperazione
previste al Capo VIII della legge predetta ovvero delega all'Azienda per servizi
sanitari, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale n. 12 del 1994.

3. Le province competenti per territorio promuovono e coordinano le opzioni dei
comuni per una delle forme di cui al comma 2, lettera b), da esprimersi entro e
non oltre 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, a pena di
esclusione dalla contribuzione regionale al finanziamento degli interventi e dei
servizi.

4. La forma consortile di cui al comma 2, lettera b) può essere riferita
all'ambito di più Aziende per i servizi sanitari, purché vi concorra la
maggioranza dei comuni di ciascuna delle rispettive aree territoriali,
rappresentativi altresì della maggioranza della popolazione ivi residente.

5. In presenza di situazioni pregresse e consolidate, coerenti con gli obiettivi
della presente legge, la delega di cui al comma 2, lettera b) può essere
esercitata anche in aree di dimensione inferiore rispetto al territorio
dell'Azienda per i servizi sanitari.

6. Il servizio di cui al comma 1 lettera d), è disciplinato dall'articolo 14.

7. Le attività di cui al comma 1, lettera i), sono disciplinate dalla legge
regionale n. 17 del 1994. La Regione finanzia gli enti gestori del servizio per
l'inserimento lavorativo, individuati secondo le modalità di cui all'articolo 2,
comma 2, della medesima legge.

8. Gli interventi e i servizi di cui al comma 2 sono gestiti dai soggetti
istituzionali individuati nel presente articolo in forma diretta o attraverso
convenzioni con idonei soggetti privati.

9. I soggetti competenti all'attuazione degli interventi e dei servizi di cui al
presente articolo svolgono i compiti di rispettiva competenza raccordandosi tra
loro e con le Équipe multidisciplinari di cui all'articolo 8, secondo le
previsioni di cui all'articolo 9, comma 3, lettere b) e c).




Art. n. 7
Titolo Articolo: Compiti delle Aziende per i servizi sanitari.
Testo: 1. Le Aziende per i servizi sanitari, nel quadro dei compiti loro
attribuiti in materia di tutela della salute del cittadino, esercitano le
funzioni di tutela delle persone handicappate, con particolare riguardo alla
prevenzione, alla diagnosi prenatale e precoce, alla cura e riabilitazione.

2. Per perseguire le finalità della presente legge ed in particolare per
realizzare il coordinamento e l'integrazione degli interventi, le Aziende per i
servizi sanitari:

a) in sede di predisposizione dei piani annuali di cui all'articolo 14, commi 7
e 8 della legge regionale n. 12 del 1994 assicurano la programmazione unitaria
delle attività a livello aziendale ed il raccordo tra i soggetti, le strutture e
le unità operative che intervengono in materia di handicap nei diversi livelli
istituzionali, tenendo conto delle indicazioni contenute nelle intese di
programma di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b);

b) costituiscono i dipartimenti funzionali per l'handicap per le finalità di cui
all'articolo 14, comma 10, della legge regionale n. 12 del 1994 e ne promuovono
il raccordo con i dipartimenti materno-infantili, al fine di perseguire con
efficacia gli obiettivi della prevenzione;

c) costituiscono le Équipe multidisciplinari di cui all'articolo 8;

d) svolgono le funzioni loro delegate dai comuni ai sensi dell'articolo 6, comma
2, lettera b), secondo le modalità indicate al comma 3;

e) promuovono e stipulano, con le istituzioni di cui agli articoli 10 e 11,
appositi accordi finalizzati a disciplinare la partecipazione coordinata e
integrata di queste ultime alla rete dei servizi per l'handicap e volti a
garantire in particolare:

1) l'intervento del personale medico specialista dipendente dalle istituzioni
stesse nell'Equipe multidisciplinare ai sensi dell'articolo 8, comma 3;

2) la segnalazione all'Equipe multidisciplinare di ogni caso diagnosticato o
comunque conosciuto;

3) l'effettuazione degli interventi di carattere sanitario in ambiente
ospedaliero.

3. L'atto di delega dei comuni contiene le modalità per la messa a disposizione
delle risorse strutturali, umane e finanziarie, individua gli oneri a carico
degli enti deleganti anche su base pluriennale e le modalità di
contabilizzazione degli stessi, nonché le azioni di verifica sui servizi.

4. Per assicurare l'esercizio delle funzioni di cui al comma 2, lettera d), in
forma integrata, le Aziende per i servizi sanitari possono avvalersi di
personale proprio, di quello posto in dipendenza funzionale con l'atto di delega
o di convenzioni con idonei soggetti privati.




Art. n. 8
Titolo Articolo: Equipe multidisciplinare.
Testo: 1. L'Equipe multidisciplinare è unità operativa del distretto di cui
all'articolo 21 della legge regionale n. 12 del 1994 e si configura con le
caratteristiche di cui all'articolo 14, comma 6, della medesima legge regionale.


2. L'Equipe multidisciplinare è composta dalle seguenti figure professionali:

a) neuropsichiatra infantile;

b) psicologo;

c) logopedista;

d) fisioterapista;

e) educatore;

f) assistente sociale.

3. Nella trattazione dei singoli casi, l'Equipe è integrata dal medico
specialista nella disciplina nella quale rientra la patologia di volta in volta
considerata.

4. Il responsabile dell'unità operativa di cui al comma 1 è nominato dal
direttore generale dell'Azienda per i servizi sanitari, sentiti il coordinatore
per i servizi sociali, ove nominato, e il responsabile del distretto.

5. La componente sanitaria dell'Equipe è costituita, di norma, da personale
dipendente dall'Azienda per i servizi sanitari. La componente
socio-assistenziale è costituita, di norma, da personale dei comuni singoli o
associati nelle forme di cui al Capo VIII della legge n. 142 del 1990, posto
alle dipendenze funzionali dell'Azienda per i servizi sanitari. Le unità di
personale appartenenti all'Equipe multidisciplinare operano presso la stessa a
tempo pieno o a tempo parziale, in relazione alle effettive necessità.




Art. n. 9
Titolo Articolo: Compiti dell'Equipe multidisciplinare.
Testo: 1. L'Equipe multidisciplinare di cui all'articolo 8 assolve, nel
contempo, ad un ruolo di progettazione e coordinamento e ad un ruolo operativo.

2. Nell'esercizio del ruolo di progettazione e coordinamento e nel rispetto del
diritto di scelta di cui all'articolo 1, l'Equipe multidisciplinare si fa
garante:

a) della presa in carico dei casi;

b) dell'elaborazione del progetto di vita, con la condivisione e la
partecipazione della persona handicappata e della sua famiglia;

c) della continuità degli interventi.

3. L'Equipe multidisciplinare realizza i compiti di cui al comma 2 attraverso:

a) la promozione dei necessari contatti con le altre figure professionali e con
gli altri servizi coinvolti nella trattazione dei casi, ed in particolare con i
medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta e con i servizi
sociali di base;

b) l'attivazione delle iniziative volte ad assicurare l'azione integrata con i
comuni e consorzi di cui all'articolo 6, comma 2, lettera b), con i soggetti
privati e del privato sociale di cui all'articolo 3 e con le istituzioni
scolastiche;

c) l'assunzione delle funzioni di raccordo con l'intera rete dei servizi
socio-sanitari operanti nell'area.

4. Nell'espletamento del ruolo operativo, l'Equipe multiprofessionale,
opportunamente integrata dalla figura del medico specialista nella patologia di
volta in volta considerata, assume le funzioni di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5
del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, con riguardo alle
attività concernenti l'individuazione dell'alunno come persona handicappata, la
diagnosi funzionale, l'elaborazione del profilo dinamico-funzionale e la
predisposizione del piano educativo individualizzato. Svolge, inoltre, le
seguenti attività:

a) valutazione delle richieste e formulazione delle proposte di accesso ai
servizi;

b) assistenza diretta in ambito scolastico;

c) collaborazione alla programmazione educativo-didattica e al processo di
orientamento e inserimento professionale;

d) attività di riabilitazione all'interno dei presidi territoriali della rete
dei servizi;

e) raccordo con la commissione di cui all'articolo 4 della legge n. 104 del
1992.




Art. n. 10
Titolo Articolo: Compiti delle aziende ospedaliere, degli istituti di ricovero e
cura a carattere scientifico e delle università.
Testo: 1. Le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico e le università esercitano le funzioni correlate ai loro fini
istituzionali.

2. I soggetti di cui al comma 1 concorrono alle finalità della presente legge
nell'ambito degli accordi di cui all'articolo 7, comma 2, lettera e).




Art. n. 11
Titolo Articolo: Compiti delle strutture sanitarie private accreditate e dei
centri di riabilitazione di cui all'articolo 26 della legge n. 833 del 1978.
Testo: 1. Le strutture sanitarie private accreditate concorrono alla
realizzazione degli obiettivi di cui alla presente legge nell'ambito delle
competenze esercitate secondo la normativa vigente.

2. I centri di riabilitazione di cui all'articolo 26 della legge n. 833 del 1978
concorrono alle finalità della presente legge secondo le modalità previste
dall'articolo 16 della legge regionale 27 febbraio 1995, n. 13.




Art. n. 12
Titolo Articolo: Compiti delle istituzioni scolastiche.
Testo: 1. Le istituzioni scolastiche perseguono il raggiungimento
dell'integrazione scolastica dei soggetti handicappati attivando le competenze
loro spettanti in raccordo con quelle proprie degli Enti locali e dei loro
consorzi, nonché delle Aziende per i servizi sanitari, con riferimento anche
all'articolo 13 della legge n. 104 del 1992.




Art. n. 13
Titolo Articolo: Compiti dei soggetti privati e delle associazioni di
volontariato.
Testo: 1. I soggetti privati e le associazioni di cui all'articolo 3, comma 1,
lettere l) e m), concorrono a pieno titolo alla realizzazione della rete dei
servizi prevista dalla presente legge, ai sensi dell'articolo 4 della legge
regionale 19 maggio 1988, n. 33, e per quanto attiene al volontariato, nel
quadro dei rapporti disciplinati dalla legge regionale n. 12 del 1995.




Art. n. 14
Titolo Articolo: Servizio di aiuto personale.
Testo: 1. Il servizio previsto dagli articoli 9 e 39 della legge n. 104 del 1992
è attivato, negli ambiti territoriali di competenza, dagli enti gestori del
servizio sociale di base di cui alla legge regionale n. 33 del 1988.

2. Il servizio di aiuto personale, funzionalmente collegato al servizio di
assistenza domiciliare, è finalizzato a soddisfare le esigenze delle persone in
temporanea o permanente grave limitazione di autonomia, connesse con la vita di
relazione, con la fruibilità del tempo libero, con particolari interessi
professionali o di studio.

3. Il servizio è erogato su richiesta dell'utente o del suo nucleo familiare,
secondo un programma definito d'intesa con i medesimi.

4. Per la copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del servizio, gli enti
gestori del servizio sociale di base sono autorizzati ad utilizzare i contributi
di cui all'articolo 4 della legge regionale 30 giugno 1993, n. 51 e successive
modificazioni.

5. La Regione promuove iniziative di formazione per i soggetti operanti
nell'ambito del servizio di aiuto personale.




Art. n. 15
Titolo Articolo: Trasporti.
Testo: 1. In attesa della definizione del piano di mobilità delle persone
handicappate previsto dall'articolo 26, comma 3, della legge n. 104 del 1992 e,
ferme restando le competenze in materia previste dall'articolo 6, comma 1,
lettera c), la Regione continua ad assicurare il sostegno contributivo ai
soggetti che gestiscono servizi di trasporto, istituiti e funzionanti sul
territorio.

2. A tal fine la Regione è autorizzata a concedere sovvenzioni ai comuni e ai
loro consorzi e, limitatamente all'anno 2000, alle province, nonché ai soggetti
di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d), l) e m) (*).

3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, i soggetti di cui al comma 2 inoltrano
alla Direzione regionale dell'assistenza sociale apposita istanza di
finanziamento corredata del programma e del relativo preventivo di spesa.

4. L'erogazione viene disposta ogni anno in via anticipata fino all'intero
ammontare del finanziamento concesso.

5. I beneficiari del contributo sono tenuti a presentare i rendiconti nei
termini e con le modalità indicate nei decreti di concessione.

(*) Comma così modificato dall'art. 4, comma 103, L.R. 22 febbraio 2000, n. 2.
Ai sensi dell'art. 11 della suddetta L.R. n. 2/2000, la presente modifica ha
effetto dal 1° gennaio 2000.




Art. n. 16
Titolo Articolo: Barriere architettoniche.
Testo: 1. La Regione è autorizzata a concedere ai comuni finanziamenti
integrativi dei contributi di cui all'articolo 10 della legge 9 gennaio 1989, n.
13, per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e
all'eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti adibiti ad
abitazioni private.

2. I contributi sono concessi ed erogati con le procedure e le modalità indicate
negli articoli 8, 9, 10 e 11 della legge n. 13 del 1989.



Art. n. 17
Titolo Articolo: Trasformazione di centralini telefonici.
Testo: 1. A norma dell'articolo 8 della legge 29 marzo 1985, n. 113, la Regione
provvede alla trasformazione tecnica dei centralini telefonici, finalizzata alla
possibilità di impiego delle persone non vedenti e alla fornitura di strumenti
adeguati all'assolvimento delle relative mansioni. Con modalità definite dalla
Giunta regionale, è autorizzato il rimborso al datore di lavoro della spesa
sostenuta a tali fini.




Art. n. 18
Titolo Articolo: Presidi di rilevanza regionale.
Testo: 1. La Regione riconosce e sostiene la funzione e l'attività dei soggetti
che gestiscono centri ed istituti specializzati rispondenti al bisogno di
residenzialità e di semiresidenzialità e il cui ambito di intervento corrisponda
almeno al territorio dell'Azienda per i servizi sanitari di riferimento; la
ricognizione di tali strutture è effettuata e periodicamente aggiornata dalla
Giunta regionale, previa verifica del livello delle prestazioni, con riguardo ai
criteri e agli standard determinati ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera
a) (*).

2. In attuazione dell'articolo 7, comma 2, della legge n. 104 del 1992, la
Regione riconosce e sostiene l'attività di informazione sui servizi ed ausilii
presenti sul territorio regionale, nazionale ed estero svolta dall'associazione
«Comunità Piergiorgio» di Udine.

3. Allo scopo di sostenere le attività indicate ai commi 1 e 2,
l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi ai soggetti
interessati.

4. Per l'ottenimento dei contributi i soggetti interessati presentano, entro il
31 gennaio di ciascun anno, apposita istanza alla Direzione regionale
dell'assistenza sociale, corredata del programma delle attività e del relativo
preventivo di spesa. I contributi possono essere erogati in via anticipata fino
all'intero ammontare del finanziamento concesso.

5. I beneficiari dei contributi, nei termini e con le modalità indicati nei
decreti di concessione, trasmettono alla Direzione regionale dell'assistenza
sociale una dichiarazione dalla quale risulti la documentazione dell'impiego dei
contributi stessi secondo la destinazione prevista dai predetti decreti, con
l'indicazione delle diverse fonti di finanziamento e del numero degli utenti
assistiti.

6. Per le finalità di cui al comma 2 e al fine di assicurare un'adeguata
strutturazione all'attività d'informazione, l'Amministrazione regionale è
autorizzata a concedere altresì all'associazione «Comunità Piergiorgio» di Udine
un contributo «una tantum» da destinare all'acquisizione di idonee attrezzature
e programmi informatici.

7. L'associazione beneficiaria, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, presenta alla Direzione regionale dell'assistenza
sociale un apposito progetto corredato del preventivo di spesa.

(*) Con Delib.G.R. 29 luglio 2002, n. 2672 è stato approvato, ai sensi del
presente comma, l'aggiornamento per l'anno 2002 dell'elenco ricognitivo dei
presìdi di rilevanza regionale per persone handicappate.




Art. n. 19
Titolo Articolo: Modalità di finanziamento degli interventi e dei servizi di cui
all'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c).
Testo: 1. Oltre a quanto espressamente previsto dall'articolo 15,
l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli enti gestori del
servizio sociale di base di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 33 del
1988 contributi per sostenere gli oneri connessi all'attuazione degli interventi
di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c).

2. [La dotazione finanziaria del capitolo è ripartita, annualmente, in base alla
spesa di parte corrente sostenuta nell'anno precedente per i medesimi
interventi, attestata dal legale rappresentante dell'ente gestore] (*).

3. [Per l'ottenimento dei contributi, il soggetto gestore degli interventi, al
quale il contributo stesso è successivamente assegnato, presenta entro il 31
gennaio (**) di ogni anno apposita istanza, corredata dell'attestazione di cui
al comma 2] (***).

4. [Gli enti gestori del servizio sociale di base, entro i termini indicati nel
provvedimento di concessione, trasmettono alla Direzione regionale
dell'assistenza sociale una relazione sui risultati raggiunti, corredata
dell'indicazione di tutte le spese a tal fine sostenute, delle diverse fonti di
finanziamento e del numero degli utenti assistiti] (****).

(*) Comma abrogato dal comma 13, lett. d), dell'art. 4, L.R. 15 febbraio 1999,
n. 4.

(**) Termine prorogato per il 1997 dal comma 2 dell'art. 10, L.R. 4 luglio 1997,
n. 23, al trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della
suddetta legge.

(***) Comma abrogato dal comma 13, lett. d), dell'art. 4, L.R. 15 febbraio 1999,
n. 4.

(****) Comma abrogato dal comma 13, lett. d), dell'art. 4, L.R. 15 febbraio
1999, n. 4.




Art. n. 20
Titolo Articolo: Modalità di finanziamento degli interventi e dei servizi di cui
all'articolo 6, comma 1, lettere e), f), g), h) e comma 7.
Testo: 1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai soggetti
gestori dei servizi di cui all'articolo 6, comma 1, lettere e), f), g) e h)
contributi per sostenere gli oneri relativi alla realizzazione dei servizi
stessi. L'Amministrazione medesima è altresì autorizzata a concedere contributi
ai soggetti di cui all'articolo 6, comma 7.

2. La dotazione finanziaria del capitolo di pertinenza è ripartita secondo
criteri previamente determinati dalla Giunta regionale.

3. I criteri di cui al comma 2 sono formulati con riferimento:

a) a parametri demografici e di estensione territoriale dei comuni, per una
quota non superiore al 30 per cento della dotazione finanziaria di capitolo;

b) al numero degli utenti continuativi dei servizi nell'anno precedente;

c) all'istituzione di nuovi servizi di cui alle lettere e), f), g) e h) del
comma 1 dell'articolo 6.

4. Il riparto di cui al comma 2 evidenzia la quota di pertinenza di ciascun
Comune.

5. Per l'ottenimento dei contributi da assegnarsi in base alle lettere b) e c)
del comma 3 i soggetti gestori dei servizi, ai quali sono successivamente
assegnati i contributi stessi, presentano entro il 31 dicembre di ciascun anno
apposita istanza dalla quale risulti l'utenza continuativa nell'anno precedente
per singolo servizio, suddivisa per Comune (*). Per l'istituzione di nuovi
servizi l'istanza deve essere correta di una relazione attestante la data di
attivazione ed il numero di utenti suddivisi per Comune.

6. Gli enti gestori dei servizi, entro i termini indicati nei provvedimenti di
concessione, trasmettono alla Direzione regionale dell'assistenza sociale una
relazione sui risultati raggiunti nell'organizzazione, nell'erogazione dei
servizi e delle prestazioni e corredata della indicazione delle spese sostenute
con il contributo regionale.


(*) Per l'anno 1998, a norma del comma 7 dell'art. 122, L.R. 9 novembre 1998, n.
13, scade il trentesimo giorno dall'entrata in vigore della stessa legge.




Art. n. 21
Titolo Articolo: Modalità di finanziamento delle province.
Testo: 1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle province
contributi per sostenere gli oneri connessi all'attuazione degli interventi ed
all'erogazione dei servizi rientranti nei compiti di cui all'articolo 5.

2. Il riparto e l'erogazione dei contributi sono effettuati annualmente, in via
anticipata, proporzionalmente alla spesa di parte corrente sostenuta nell'anno
precedente per gli interventi e servizi di cui al comma 1, nonché sulla base di
progetti e attività previsti dall'articolo 5, comma 2.

3. Per l'ottenimento dei contributi, le province presentano, entro il 31 gennaio
di ogni anno, apposita istanza alla Direzione regionale dell'assistenza sociale
corredata della deliberazione della Giunta provinciale attestante la spesa
sostenuta nell'anno precedente, nonché del programma di attività.

4. Le province, entro i termini indicati nei provvedimenti di concessione,
trasmettono alla Direzione regionale dell'assistenza sociale una relazione sui
risultati raggiunti, corredata dell'indicazione delle spese sostenute, delle
diverse fonti di finanziamento e del numero degli utenti assistiti.




Art. n. 22
Titolo Articolo: Criteri e modalità di concessione dei contributi.
Testo: [1. I criteri e le modalità specifiche per la concessione dei contributi
di cui agli articoli 15, 18, 19 e 21 sono determinati dalla Giunta regionale ai
sensi dell'articolo 21, commi 2 e 3, della legge regionale 28 agosto 1992, n.
29] (*).

(*) Articolo abrogato dal comma 13, lett. d), dell'art. 4, L.R. 15 febbraio
1999, n. 4.




Art. n. 23
Titolo Articolo: Norme finanziarie.
Testo: 1. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 14, comma 4,
relativamente agli interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettera d),
fanno carico al capitolo 4745 dello stato di previsione della spesa del bilancio
pluriennale per gli anni 1996-1998 e del bilancio per l'anno 1996 e ai
corrispondenti capitoli per gli anni successivi.

2. Per le finalità previste dall'articolo 15, commi 1 e 2, è autorizzata la
spesa complessiva di lire 1.400 milioni, suddivisa in ragione di lire 700
milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.

3. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.5. - Sezione VIII - il capitolo
4961 [1.1.152.2.08.07] con la denominazione «Sovvenzioni ai comuni, ai loro
consorzi, alle Aziende per i servizi sanitari, a soggetti privati e associazioni
di volontariato che gestiscono servizi di trasporto delle persone handicappate»
e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 1.400
milioni, suddiviso in ragione di lire 700 milioni per ciascuno degli anni 1997 e
1998.

4. Per le finalità previste dall'articolo 16, comma 1, è autorizzata la spesa
complessiva di lire 1.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 500 milioni per
ciascuno degli anni 1997 e 1998.

5. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4. - spese d'investimento - Categoria 2.3. - Sezione VIII - il
capitolo 4991 [1.1.232.3.08.07] con la denominazione «Finanziamenti ai comuni
per la concessione di contributi per la realizzazione di opere direttamente
finalizzate al superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche nelle
abitazioni private» e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza
di lire 1.000 milioni, suddiviso in ragione di lire 500 milioni per ciascuno
degli anni 1997 e 1998.

6. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 17 fanno carico al
capitolo 4989 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per
gli anni 1996-1998 e del bilancio per l'anno 1996 e ai corrispondenti capitoli
per gli anni successivi.

7. Per le finalità previste dall'articolo 18, comma 3, è autorizzata la spesa
complessiva di lire 2.600 milioni, suddivisa in ragione di lire 1.300 milioni
per ciascuno degli anni 1997 e 1998.

8. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.6 - Sezione VIII - il capitolo
4962 [1.1.162.2.08.07] con la denominazione «Contributi per l'attività di centri
ed istituti specializzati di rilevanza regionale operanti nel settore
dell'handicap e per l'attività di informazione della associazione «Comunità
Piergiorgio» di Udine» e con lo stanziamento complessivo in termini di
competenza di lire 2.600 milioni, suddiviso in ragione di lire 1.300 milioni per
ciascuno degli anni 1997 e 1998.

9. Per le finalità previste dall'articolo 18, comma 6, è autorizzata la spesa di
lire 100 milioni per l'anno 1997.

10. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4 - spese d'investimento - Categoria 2.4 - Sezione VIII - il
capitolo 4992 [2.1.242.3.08.07] con la denominazione «Contributo una tantum
all'associazione «Comunità Piergiorgio» di Udine per l'acquisizione di
attrezzature e programmi informativi», e con lo stanziamento in termini di
competenza di lire 100 milioni per l'anno 1997.

11. Per le finalità previste dall'articolo 19, comma 1, per l'attuazione degli
interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c), è autorizzata
la spesa complessiva di lire 8.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 4.000
milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.

12. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4 - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo
4963 [1.1.152.2.08.07] con la denominazione «Contributi agli enti gestori del
servizio sociale di base a sostegno degli oneri relativi alle prestazioni di
carattere socio-assistenziale scolastico, all'attività integrativa
socio-educativa in ambito scolastico ed extrascolastico e per l'attivazione ed
il sostegno di modalità individuali di trasporto a favore delle persone
handicappate», e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di
lire 8.000 milioni, suddiviso in ragione di lire 4.000 milioni per ciascuno
degli anni 1997 e 1998.

13. Per le finalità previste dall'articolo 20, comma 1, per l'attuazione degli
interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettere e), f), g) ed h) e comma
7, è autorizzata la spesa complessiva di lire 41.900 milioni, suddivisa in
ragione di lire 19.900 milioni per l'anno 1997 e lire 22.000 milioni per l'anno
1998.

14. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4 - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo
4967 [1.1.152.2.08.07] con la denominazione «Contributi agli enti gestori a
sostegno degli oneri relativi ai servizi dei centri socio-riabilitativi ed
educativi diurni per persone handicappate, delle soluzioni abitative protette
alternative all'istituzionalizzazione e dei centri residenziali per gravi e
gravissimi nonché oneri relativi al servizio per l'inserimento lavorativo», e
con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 41.900 milioni,
suddiviso in ragione di lire 19.900 milioni per l'anno 1997 e lire 22.000
milioni per l'anno 1998.

15. Per le finalità previste dall'articolo 21, comma 1, è autorizzata la spesa
complessiva di lire 1.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 500 milioni per
ciascuno degli anni 1997 e 1998.

16. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 -
programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo
4965 [1.1.153.2.08.07] con la denominazione «Contributi alle province a sostegno
degli oneri connessi all'attuazione di interventi ed all'erogazione di servizi
in materia di tutela dell'handicap» e con lo stanziamento complessivo in termini
di competenza di lire 1.000 milioni, suddivisi in ragione di lire 500 milioni
per ciascuno degli anni 1997 e 1998.

17. Per le finalità previste dall'articolo 26, comma 1, è autorizzata la spesa
di lire 2.000 milioni per l'anno 1997.

18. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 è istituito per l'anno 1997 - alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4. -
spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo 4971
[1.1.152.2.08.07] con la denominazione «Contributi per la gestione di servizi,
centri, istituti specializzati e comunità alloggio per le persone handicappate
per l'anno 1997» e con lo stanziamento in termini di competenza di lire 2.000
milioni per l'anno 1997.

19. Ai sensi dell'articolo 2, primo comma, della legge regionale 20 gennaio
1982, n. 10, i precitati capitoli 4961, 4963, 4965 e 4967 sono inseriti
nell'elenco n. 1 annesso alla legge regionale 6 febbraio 1996, n. 10.




Art. n. 24
Titolo Articolo: Copertura finanziaria.
Testo: 1. All'onere complessivo di lire 58.000 milioni, suddiviso in ragione di
lire 29.000 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998, derivante dalle
autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 23, si provvede mediante
prelevamento di pari importo dall'apposito fondo globale iscritto sul capitolo
8900 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni
1996-1998 (partita n. 38 dell'elenco n. 4 allegato al bilancio predetto).




Art. n. 25
Titolo Articolo: Rinvio a successiva programmazione.
Testo: 1. Le modalità di finanziamento di cui all'articolo 18, comma 1, trovano
applicazione sino all'avvenuta approvazione della nuova pianificazione regionale
integrata in materia socio-assistenziale e sanitaria e comunque non oltre il 31
dicembre 1997. Entro tale termine viene verificato l'apporto dei centri ed
istituti alla rete dei servizi, al fine di una loro considerazione nell'ambito
della pianificazione predetta.




Art. n. 26
Titolo Articolo: Modalità transitorie di finanziamento.
Testo: 1. Limitatamente all'anno 1997, i soggetti diversi dagli Enti locali e
loro consorzi operanti nel settore dell'handicap e non compresi fra i soggetti
considerati all'articolo 18, comma 1, che nell'anno precedente a quello
dell'entrata in vigore della presente legge abbiano beneficiato di finanziamenti
per le finalità di cui all'articolo 11 della legge regionale 27 dicembre 1986,
n. 59 e successive modificazioni e integrazioni, possono richiedere contributi
per la gestione dei servizi indicati al comma 1, lettere a) e c) del predetto
articolo 11 della medesima legge regionale.

2. I soggetti interessati presentano, entro il 31 gennaio 1997, apposita istanza
alla Direzione regionale dell'assistenza sociale, corredata del programma degli
interventi che intendono attuare con il contributo regionale e del preventivo di
spesa.

3. I criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al presente
articolo sono determinati dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 21,
commi 2 e 3, della legge regionale n. 29 del 1992.

4. I beneficiari dei contributi, entro i termini e con le modalità indicati nei
decreti di concessione, trasmettono alla Direzione regionale dell'assistenza
sociale una dichiarazione dalla quale risulti la documentazione dell'impiego dei
contributi secondo la destinazione prevista dai succitati decreti con
l'indicazione delle diverse fonti di finanziamento e del numero degli utenti
assistiti.




Art. n. 27
Titolo Articolo: Scioglimento o trasformazione degli attuali consorzi
provinciali.
Testo: 1. Conseguentemente all'opzione di cui all'articolo 6, comma 2, lettera
b), i comuni e le province partecipanti ai consorzi di Enti locali già
costituiti ed operanti per l'assistenza ai soggetti portatori di handicap, ne
deliberano, entro il 31 dicembre 1996, lo scioglimento o, in alternativa, la
trasformazione in adeguamento a quanto disposto dall'articolo 25 della legge n.
142 del 1990 e successive modifiche e integrazioni, ove non abbiano già
provveduto al riguardo.

2. Gli Enti medesimi, fuori dall'ipotesi di scioglimento, provvedono, nei
termini temporali di cui al comma 1, agli adempimenti conseguenti a quanto
disposto dalla presente legge.

3. In caso di mancata osservanza del termine di cui al comma 1,
l'Amministrazione regionale dà corso agli interventi previsti dall'articolo 50,
comma 2, della legge regionale 12 settembre 1991, n. 49, come modificato
dall'articolo 25 della legge regionale 4 gennaio 1995, n. 1.




Art. n. 28
Titolo Articolo: Norma transitoria.
Testo: 1. Per l'anno 1997, ove le procedure per la riorganizzazione
istituzionale di cui alla presente legge non fossero ancora concluse alla data
del 30 novembre 1996, gli enti gestori, a tale data, dei servizi possono
proseguire l'attività, con conseguente erogazione da parte della Regione delle
contribuzioni, secondo criteri e modalità da definire in sede di legge
finanziaria regionale 1997.




Art. n. 29
Titolo Articolo: Disposizioni in materia di personale.
Testo: 1. Il personale dipendente di ruolo alla data del 31 luglio 1996 dei
consorzi di cui all'articolo 39, comma 1, della legge regionale 6 febbraio 1996,
n. 9, degli Enti locali, delle Comunità montane e della Comunità collinare,
adibito a funzioni in favore delle persone handicappate, rientrante nelle figure
professionali di medico, psicologo, terapista, infermiere professionale,
vigilatrice d'infanzia e infermiere generico, è trasferito, anche in deroga ad
eventuali diverse disposizioni statutarie, alle Aziende per i servizi sanitari,
purché in possesso dei requisiti specifici, abilitanti all'esercizio delle
rispettive professioni, previsti dall'ordinamento vigente al momento
dell'assunzione nell'Ente di provenienza (*).

2. Il personale di cui al comma 1 è inquadrato, previa integrazione, ove
necessario, delle relative piante organiche, presso le Aziende per i servizi
sanitari di pertinenza territoriale, tenendo conto della qualifica funzionale
rivestita alla data prevista al medesimo comma, secondo la tabella di
equiparazione allegata alla presente legge.

3. Con direttiva della Regione sono definite le modalità per l'assegnazione del
personale di cui al comma 1, secondo il criterio della connessione con il
territorio in cui il personale stesso presta servizio.

4. In caso di scioglimento dei consorzi di cui al comma 1, il personale diverso
da quello considerato al comma medesimo, dipendente di ruolo dei consorzi e in
servizio alla data del 31 luglio 1996, è trasferito agli Enti facenti parte dei
consorzi medesimi, per essere posto alle dipendenze funzionali dell'Azienda per
i servizi sanitari competente per territorio, qualora delegata ai sensi
dell'articolo 6, comma 2, lettera b). In tal caso trovano applicazione le
disposizioni di cui all'articolo 41-ter della legge regionale 19 dicembre 1996,
n. 49, come inserito dall'articolo 12 della legge regionale n. 32 del 1997 (**).


5. La destinazione del personale di cui al comma 4 è determinata d'intesa fra le
amministrazioni degli Enti interessati, fatte salve eventuali diverse
disposizioni statutarie; all'inquadramento del predetto personale si provvede
previa integrazione, ove necessaria, delle relative piante organiche.

6. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 4 si applicano anche al personale assunto
in ruolo dopo la data del 31 luglio 1996 ed entro il 31 dicembre 1996, purché su
posti resisi vacanti negli anni 1995 e 1996 e a seguito di procedure concorsuali
bandite entro la data del 31 luglio 1996, nonché al personale con rapporti di
lavoro a tempo determinato in atto, fino alla loro scadenza.

7. Al fine di adeguare il fabbisogno di personale agli standard definiti dalla
Regione a garanzia di livelli uniformi di assistenza, come previsto all'articolo
4, comma 1, lettera a), i soggetti istituzionali interessati possono provvedere,
ove necessario, anche tramite l'ampliamento delle rispettive piante organiche.

(*) Comma così modificato dall'art. 60, L.R. 19 dicembre 1996, n. 49.

(**) Comma così integrato dall'art. 8, L.R. 9 settembre 1997, n. 32.




Art. n. 30
Titolo Articolo: Modifica ed abrogazione di norme.
Testo: 1. L' articolo 1 della legge 17/ 1994 è sostituito dal
seguente:
<< Articolo 1
(Finalità )
1. In armonia con i principi della legge 5 febbraio
1992, n. 104 la Regione promuove l' integrazione lavorativa
delle persone handicappate mediante le iniziative
di cui alla presente legge. >>.
2. A far tempo dall' entrata in vigore della presente
legge, fermo restando quanto disposto dall' articolo 26 e
fatti salvi gli effetti degli atti adottati che non abbiano
ancora avuto esecuzione, è abrogata la legge regionale
59/ 1986 e successive modificazioni ed integrazioni, ad
eccezione degli articoli 14, 15, 16 e 17.



Art. n. 31
Titolo Articolo: Entrata in vigore.
Testo: 1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione
sul Bollettino Ufficiale della Regione.




Art. n. 32
Titolo Articolo: Tabella di equiparazione (articolo 29, comma 2)
Testo:
Persone enti locali Persone servizio sanitario nazionale

Collaboratore professionale (infermiere generico - V q.f.) Operatore
professionale di 2a categoria (infermiere generico - V livello)
Istruttore (infermiere professionale, vigilatrice d'infanzia) - VI q.f.
Operatore professionale di 1a categoria collaboratore (infermiere professionale
- vigilatrice d'infanzia) - VI livello
Istruttore (terapisti) - VI q.f. Operatore professionale di 1a categoria
collaboratore (terapista della riabilitazione) - VI livello
Istruttore direttivo (terapisti coordinatori) - VII q.f. Operatore professionale
di 1a categoria coordinatore (terapista della riabilitazione coordinatore) - VII
livello
Funzionario medico - VIII q.f. Dirigente medico di 1° livello (assistente
medico)
Medico di 1a qualifica dirigenziale Dirigente medico di 1° livello (aiuto
corresponsabile ospedaliero)
Medico di 2a qualifica dirigenziale Dirigente medico di 2° livello (primario)
Funzionario psicologo - VIII q.f. Dirigente psicologo di 1° livello
(collaboratore)
Psicologo di 1a qualifica dirigenziale Dirigente psicologo di 1° livello
(coadiutore)
Psicologo di 2a qualifica dirigenziale Dirigente psicologo di 2° livello
(dirigente)





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